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Sorpresa, l’università di Modena può assumere nuovi ricercatori e professori

di Gaetano Cervone
Sorpresa, l’università di Modena può assumere nuovi ricercatori e professori

Il rettore Andrisano entusiasta: «Così possiamo sbloccare il turn over e inserire più personale». Le immatricolazioni continuano ad essere in crescita. Si punta sulla formazione di nuove start-up

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MODENA Almeno 12 ricercatori da assumere a tempo indeterminato entro la fine del prossimo anno accademico, nuovi arrivi di professori ordinari e associati in settori “strategici” e avanzamento di carriera per quei docenti (e ricercatori) che hanno ottenuto l’abilitazione ma che restano in attesa del via libera dal Ministero. L’Università di Modena e Reggio Emilia si presenta ai nastri di partenza del nuovo anno con una buona notizia che conferma l’ottimo stato di salute dell’Ateneo che grazie alle performance degli ultimi anni è riuscita a portare in cassa 16 punti organico, ovvero quella sorta di “moneta” da spendere per reclutare nuovi docenti che ogni anno il Ministero assegna nell’ambito del Fondo di finanziamento ordinario destinato alle università.

«Su questo fronte siamo andati molto bene, quella dei punti organico è la cosa che più ci sta a cuore perché consente di sbloccare il turnover e inserire nuovo personale», esulta il rettore Angelo Oreste Andrisano che nelle prossime settimane avvierà le prime consultazioni con i dipartimenti per definire dove (e quante) forze saranno assegnate a ciascuno di questi. Quello dei punti organico è un meccanismo articolato, l’utilizzo è a discrezione degli Atenei che devono comunque tenere conto che l’assunzione di un docente ordinario “costa” un punto organico, di un associato 0,7 punti, di un ricercatore 0,5. Inoltre ci sono gli avanzamenti di carriera, ovvero ricercatori che diventano associati e associati che diventano ordinari, e anche questo ha un suo costo.

Inoltre c’è da decidere quali (e quanti) dipartimenti potranno beneficiarne, ma per quanto l’iter possa essere articolato l’orientamento sembra essere abbastanza chiaro: «Un terzo dei punti saranno utilizzati per assumere ricercatori a tempo indeterminato, dai primi calcoli riteniamo di poterne reclutare almeno una dozzina – spiega il rettore – Il resto sarà destinato agli avanzamenti di carriera e alla recluta di qualche docente esterno da inserire in settori strategici dove qualche competenza ancora manca».

L’Ateneo ha infatti in serbo lo sviluppo di nuovi settori didattici che andranno così a rafforzare un’offerta che proprio quest’anno ha ottenuto la «certificazione di qualità» da parte dell’Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur). Gli esperti del Ministero hanno letteralmente radiografato – promuovendole - le attività di Unimore che ad oggi è il primo ateneo dell’Emilia-Romagna (e il terzo in Italia) ad aver ottenuto l’accreditamento. Questo significa – si legge nella relazione – che Unimore assicura un’organizzazione attenta alla qualità, garantisce agli studenti corsi di studio di qualità e in linea con quanto richiede il mercato del lavoro, coinvolge attivamente enti e aziende del territorio: «È un risultato importante, frutto di un lavoro durato due anni e che ha visto la collaborazione di tutti - commenta il rettore – Questo però deve favorire una presa di coscienza da parte del territorio, bisogna rendersi conto che chi usufruisce delle risorse dell’Ateneo in termini di ricerche e professionalità deve avere uno sguardo più sensibile. Noi possiamo investire nei giovani, ma abbiamo bisogno di più spazi, oltre che di più risorse, poiché siamo in crescita continua ma le strutture restano le stesse quando invece andrebbero estese e rese più moderne».

Il trend di crescita delle immatricolazioni è infatti in costante crescita, negli ultimi cinque anni Unimore (con Alma Mater di Bologna) è stato l’unico Ateneo ad incassare nuove iscrizioni e anche per l’ultimo anno accademico i numeri sono positivi: 4.352 immatricolati (fonte Anagrafe studenti Miur) ai corsi di laurea triennale e ciclo unico (2.763 a Modena, 1.616 a Reggio Emilia), 445 nuovi iscritti in più rispetto al precedente anno, e adesso si punta ad aprire sempre di più le porte a studenti dall’estero: “Vogliamo favorire l’arrivo da altri Paesi creando un pacchetto di servizi che consentano di insediarsi facilmente tra Modena e Reggio Emilia – spiega il rettore – Bisogna però trovare un’intesa con Enti e Istituzioni del territorio per costruire insieme questo pacchetto».

Nel frattempo un’ulteriore vetrina importante sarà la finale nazionale della quattordicesima edizione del premio per l’innovazione Pni-Cube 2016 che i giorni 1 e 2 dicembre si terrà a Modena e che premierà le più importanti startup innovative d’Italia: «Bisogna prendere consapevolezza che le nuove imprese sono ad alto contenuto tecnologico e che non possiamo più puntare su settori maturi, ma su quelli innovativi – conclude il rettore – Bisogna stimolare i giovani a valorizzare i risultati della ricerca scientifica, ad integrare le loro proprie conoscenze, poiché il mondo va in questa direzione e ognuno deve fare la propria parte». Nei dipartimenti già stanno scaldando i motori.

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