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Terremoto, il volontario: «Questi anziani ti commuovono»

Terremoto, il volontario: «Questi anziani ti commuovono»

Il racconto di Fabrizio Panizza, della Croce Rossa «A 93 anni ti portano le patate per aiutare i loro sfollati»

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UCERNO. La prima colonna mobile della Protezione civile regionale, con la delegazione dei modenesi che l’hanno costituita, rientrerà stasera, lunedì 29 agosto, da Ucerno. Sei giorni intensissimi, a partire dalla mattinata del devastante sisma che ha ferito il Centro Italia il 24 agosto, per preparare il terreno ai volontari che verranno: «Un’esperienza toccante, necessaria. È giusto che quanti si occupano di protezione civile la possano vivere. Un dono per gli altri, che si traduce in un dono a se stessi», racconta con orgoglio e commozione Fabrizio Panizza.

C’era lui, il 24 agosto, alla guida dell’autoarticolato che caricava un generatore elettronico e i bagni che Modena ha inviato. Panizza è un militare della Guardia di Finanza. Lavora con i baschi verdi, e si occupa delle scorte: «Ma sono da tempo volontario della Croce Rossa Italiana - spiega - e posseggo la patente per la guida degli autoarticolati. Ero già stato a L’Aquila, occupandomi anche del trasporto delle derrate alimentari e dei generi di prima necessità che venivano inviati durante l’emergenza. Il 24 mi è arrivata la telefonata di Andrea Giovannoni, vicepresidente del comitato della Cri di Modena e delegato regionale Cri della Protezione civile che mi chiedeva la disponibilità a partire. Ho chiesto il permesso, e debbo dire che la Guardia di Finanza ha dimostrato ancora una volta il suo grande spirito di servizio e solidaristico. Non solo ho subito ottenuto quel permesso, non solo i colleghi e i superiori si sono prodigati per coprire i turni cui ero già stato assegnato, ma sono sette giorni che ricevo telefonate dai colleghi, per sapere cosa possono fare, come possono aiutare queste popolazioni e agevolarmi nel servizio... Sono orgoglioso di appartenere a questa istituzione».

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Così Fabrizio si è presto trovato alla guida del grande Iveco che ha raggiunto Ucerno: «Ho partecipato alle missioni in tutti e tre i terremoti. In Emilia facevo la vigilanza notturna antiscacallaggio con i baschi verdi e il volontario della Croce rossa di giorno. Qui è diverso, qui ad esempio mancano gli spazi. Le strade si arrampicano sulle montagne, verso questi paesini quasi sperduti. Non fosse stato per la immediata generosità di un collega carabiniere proprietario di un piccolo appezzamento, non avremmo potuto montare questo campo di assistenza».

Della colonna mobile regionale facevano parte una quindicina di mezzi e trenta persone, compresa Chiara Gorni, attivissima carpigiana della Cri, che hanno allestito il campo di Ucerno. «Siamo ai margini del cratere - puntualizza Panizza - le case sono in piedi, ma lesionate, e le persone non possono rientrare fino alla conclusione degli accertamenti. Ne ospitiamo una settantina».

A commuovere i nostri volontari sono gli anziani: «Persone disposte a morire sotto i loro tetti pericolanti, nelle case dove sono nati, cresciuti e invecchiati. Si sentono parte di questa terra, di quelle case. Come fai a non volere bene a questa gente?».

E Panizza, per farsi capire, racconta un aneddoto: «Maria, la mamma del carabiniere proprietario del fondo ha 93 anni. Ha raccolto personalmente le patate, ce le ha consegnate e ha voluto che il contorno per noi e per la gente sfollata che vive qui fossero le sue patate».

Alberto Setti

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