Un tombino come ariete per rubare i Gratta & Vinci
Cinque banditi incappucciati sbriciolano la vetrina della tabaccheria Samarcanda Inutili i numerosi sistemi di sicurezza, compreso il fumogeno: bottino 2mila euro
«I ladri avevano il passamontagna, quindi erano irriconoscibili. Ma, anche diversamente, una volta scappati dove li si va a prendere? Ormai, nel nostro mestiere, se hai la fortuna di rimanere due anni senza questo tipo di sorprese, ti puoi ritenere fortunato».
Così commenta Mirella Rebecchi, titolare dal 1994 della tabaccheria Samarcanda, in via La Malfa, all’indomani del furto subìto. Erano trascorsi proprio due anni dall’ultimo furto quando, alle 3.20 di domenica notte, cinque individui a volto coperto hanno divelto un tombino di ghisa di una fognatura poco distante dal negozio e lo hanno scaraventato addosso a una delle vetrine antisfondamento: una volta entrati, hanno rubato una manciata di Gratta & Vinci per un valore, secondo una stima approssimativa, che potrebbe variare dai mille ai duemila euro circa.
«Non è un colpo di enorme valore – afferma Mirella – ma, se dovessero avere un tabaccaio compiacente che glieli ricomprasse, farebbero comunque bottino: Gratta & Vinci, sigarette e valori bollati sono soldi contanti e correnti e, nelle tabaccherie, rappresentano le tre cose di maggior interesse per i ladri, che li rivendono tramite i loro canali di smercio». In vetrina erano esposti solo giocattoli, di nessun interesse per i malviventi che, una volta creato un’apertura di dimensioni sufficienti per una persona piccola e magra, si sono fatti largo all’interno del negozio. «Abbiamo quasi più allarmi che merce – continua la titolare - sirena dentro e fuori collegata con i Carabinieri, un sensore sulla porta sensibile ai minimi spostamenti e il fumogeno. Punto soprattutto su quest’ultimo: in trenta secondi satura l’ambiente con un fumo bianco atossico che impregna l’aria e fa perdere la visione e la percezione del reale: è densissimo e costringe ad andare a tentoni. Chi ruba “di mestiere” sa che ha poco tempo a disposizione per portare via quello che trova, poi dovrà uscire: per questo penso conoscessero bene il locale. Non hanno toccato nient’altro: quando sono entrata non c’era nulla di spostato, nemmeno il pc e la cassa: sembra abbiano volato». Suonato l’allarme, sono subito accorse sul luogo le Forze dell’Ordine, che invano hanno cercato di bloccare i malviventi. «Avevano parcheggiato di certo in una via secondaria, pronti per la tangenziale o l’autostrada – racconta Mirella - hanno sempre una via di fuga pronta: sanno che quando la Polizia arriva, lo fa davanti al luogo del furto, dunque si appostano altrove».
Ed è sempre tra le 2 e le 4 che agiscono, i ladri. «Anni fa, sempre qui, usarono una mazza lunga un metro - conclude - vedrò se installare un altro sensore: sarò costretta a dotarmi dei sistemi di sicurezza simili ad una banca».
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