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Il “pirata” di Solignano si è costituito

Il “pirata” di Solignano si è costituito

È un 26enne di Castelvetro. Ha sbagliato a fuggire ma le immagini lasciano intendere che la vittima cercava l’incidente

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CASTELVETRO. «Me lo sono trovato là per terra, non ho nemmeno capito cosa stesse succedendo, ho preso paura e mi sono allontanato...».

Sono state di questo tenore le prime ammissioni del giovane che ha travolto Youssef Intissar, il 36enne domiciliato a Solignano trovato senza vita ai bordi della via Statale, domenica poco prima dell’alba.

Ieri, dopo che i carabinieri avevano diffuso i fotogrammi dell’auto pirata ritratta dalle telecamere di sicurezza di unesercizio commerciale, il giovane, che ha 26 anni ed abita a Castelvetro, ha capito che gli investigatori della compagnia di Sassuolo gli erano addosso.

Così, dopo due giorni di timore, di pensieri, di incecisione sul da farsi, specie quando ha saputo che l’uomo che ha investito era morto e si cercava il pirata, ha deciso di presentarsi, accompagnato da un legale, alla caserma dei carabinieri. Per raccontare la sua verità, ovvero che quell’uomo a terra era subito dopo una curva, in un tratto in cui era impossibile vederlo. Secondo, era come disteso in strada. Terzo, che lui ha temuto un agguato, il peggio, ed è fuggito istintivamente, impaurito.

Della costituzione è stato immediatamente informato il magistrato che conduce le indagini, il dottor Enrico Stefani.

Il quale, valutate le circostanze, ha deciso che non fosse necessario alcun provvedimento restrittivo nei confronti del giovane.

Non solo perchè nella sua “confessione” è apparso sincero, ma soprattutto perchè il timore è che Youssef, in preda ai fumi dell’alcol, fosse intenzionato a “cogliere di sorpresa” il primo automezzo di passaggio, per farsi investire.

Un gioco folle, inconsapevole a causa di un eccesso di assunzioni di alcolici?

Oppure la deliberata intenzione, per quanto confusa dall’auto, di creare i presupposti per un risarcimento assicurativo? Una circostanza che in paese, pur tra tante chiacchiere, la gente e gli anziani dei bar frequentati dall’uomo hanno avvalorato fin dalla prima ora, affermando che non era la prima volta.

Le indagini dei carabinieri sono volte proprio a questo, ad accertare se risultino alle assicurazioni o nei verbali delle forze dell’ordine episodi che possano suffragare una tesi raccapricciante, quella del gesto autolesionistico.

Tesi suffragata peraltro anche da altre immagini della stessa telecamera privata del negozio. Poco prima dell’incidente con la Fiesta bianca del 26enne di Castelvetro infatti, la ricostruzione video dei carabinieri mostra Youssef che si stende in mezzo alla strada, ma all’arrivo di un mezzo pesante, un autoarticolato, si rialza repentinamente, forse temendo il peggio. Quel peggio che pochi istanti dopo capiterà. Valutate quieste circostanze, il giovane è stato lasciato libero. Non eviterà l’accusa di omissiojne si soccorso, ma, conclusi gli accertamenti, la sua posizione potrebbe essere decisamente alleggerita.

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