Aton, i segreti dell’accumulo di energia
Il ministro Calenda: «Ha investito sulle tecnologie, un esempio virtuoso». Il cofondatore Balugani: «Crescita eccezionale»
SPILAMBERTO. «Innovazione e internazionalizzazione: così l’Italia ce la farà». È la voce di Carlo Calenda. Il ministro dello Sviluppo economico ha inaugurato ieri il nuovo quartier generale di Aton Storage.
«L’azienda è un esempio virtuoso - ha garantito il successore di Federica Guidi - perché ha investito su una tecnologia proprietaria da vendere dall’estero. L’Italia ha grandi imprese che danno lavoro e puntano sull’estero. È il tessuto su cui investire per aumentare la competitività internazionale».
La ditta di via Guido Rossa si occupa dello sviluppo e della produzione di sistemi innovativi di accumulo di energia elettrica da fonte fotovoltaica. Dopo un anno aveva venduto oltre mille impianti.
«Un riscontro di mercato eccezionale - ha assicurato Aldo Balugani, cofondatore di Aton Storage - che ci ha consentito di realizzare un fatturato di circa 2,2 milioni di euro. Quest’anno prevediamo di raddoppiare con una stima per il 2017 di ulteriore crescita». I mercati di riferimento attuali sono in Asia (è fornitrice anche di Mitsubishi Electric in Giappone), Germania e America. Nel Vecchio Continente sono previste espansioni in Spagna e Francia.
In progetto la nascita di un impianto di 10mila metri quadrati. Oltre alla sede di Spilamberto, l’azienda ha due stabilimenti in provincia di Bologna e di Reggio. Tre i milioni investiti nel settore ricerca e sviluppo, ospitato dalla nuova sede. In via Rossa sono collocati anche gli uffici direzionali e linee di assemblaggio. Quarantasei i dipendenti impiegati in tutto.
I sistemi con "accumulo" si Aton Storage ottimizzano l'utilizzo dell'energia nell'arco delle 24 ore immagazzinando la produzione in eccesso e mettendola a disposizione quando è necessaria. Se la batteria è completamente carica ed è disponibile energia in esubero, gli accumulatori Aton possono cederla alla rete pubblica oppure attivare prese elettriche comandate che alimentano specifici elettrodomestici. In questo modo l'acquisto di energia si riduce fino all80% su base annua: un concentrato di tecnologia d'avanguardia.
«L’azienda investe in innovazione su un tema fondamentale - ha ripreso il ministro Calenda - cioè la stabilità delle nostre reti di distribuzione e di produzione, su cui abbiamo investito moltissimo. Ha sistemi di storage importanti. Soprattutto svolge la sua attività con attenzione all’esportazione e alle partnership internazionali. Sono caratteristiche decisive per tutto il sistema produttivo».
Un sistema produttivo, quello italiano, che da tempo si confronta con la congiuntura economica.
«Il lavoro da compiere sull’occupazione rimane enorme - ha assicurato l’ospite - ma si accelera, mettendo in condizione le imprese d’investire. Giocando sull’innovazione e l’internazionalizzazione l’Italia ce la può assolutamente fare». Tagliato il nastro, il ministro è andato a Maranello per prendere parte al vertice bilaterale Italia-Germania.
«È venuto a ricaricarsi le batterie», ha spiegato con una battuta l’onorevole modenese Matteo Richetti. «L’inaugurazione non è stata meno importante», ha garantito Calenda. Per il ministro, nel suo settore, Aton può ambire a costruire un percorso simile alla Ferrari. Il ministro ha poi parlato con l’omologo tedesco Sigmar Gabriel di «dossier energetici, industria 4.0, progetti su cui fare lavoro comune».
Gabriele Farina
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