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Bonaccini: «In poco tempo chiuderemo tutti i Map»

di Gianluca Pedrazzi
Bonaccini: «In poco tempo chiuderemo tutti i Map»

Il governatore: «Quelli ancora occupati sono solo 81 e chi è rimasto lo ha fatto rifiutando proposte alternative dei Comuni. Ma entro l’inverno saranno tolti»

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Quattro anni dopo il terremoto le famiglie sfollate che vivono ancora nei Map potrebbero davvero vedere la luce in fondo al tunnel per lasciare gli alloggi che ancora oggi, anche se nella stragrande maggioranza dei casi vuoti, punteggiano le periferie, gli ingressi dei paesi della Bassa. Che in passato le promesse per non vedere più questi “quartieri” dell’emergenza ci fossero state con tanto di date non è un mistero. Doveva essere nel dicembre di due anni fa, poi si è passati alle promesse di chiuderli entro il Natale 2015... Ma anche se, come detto, buona parte dei “villaggi” targati Map mese dopo mese si sono svuotati, la loro presenza c’è ancora e con la loro presenza anche quella di di un’ottantina di famiglie che li occupano. A voler con decisione porre la parola fine su questi alloggi questa volta è il governatore Stefano Bonaccini. «In poche settimane non ci saranno più Moduli Abitativi Provvisori nelle aree dell’Emilia colpite dal sisma - assicura il governatore - Stiamo infatti lavorando alla chiusura degli ultimi Pmar (il termine tecnico utilizzato per gli alloggi prefabbricati temporanei ndr) nei tempi più rapidi possibili, considerando che a oggi quelli occupati sono in tutto 81. Coloro che sono rimasti lo hanno fatto per loro esplicita volontà e in molti casi hanno rifiutato le proposte alternative presentate dai Comuni. Anche questa mattina alla struttura commissariale c’è stata una riunione con i sindaci dei Comuni interessati per aggiornare i percorsi personalizzati di fuoriuscita e le soluzioni transitorie per coloro che non potranno ancora rientrare nelle abitazioni in corso di ripristino, garantendo comunque l’assistenza a chi ne ha ancora diritto anche se con altre forme. Così come è stato fatto fin dall’inizio, non intendiamo lasciare nessuno da solo e rispettiamo le esigenze di ogni singola famiglia, ma crediamo opportuno garantire ai nuclei soluzioni abitative più stabili soprattutto in vista dell’inverno. Dal giugno 2012 sono 13.618 i nuclei famigliari che sono rientrati nella loro abitazione (sui 16.547 assistiti nel 2012) o che si sono sistemati definitivamente in un altro alloggio. E adesso - conclude fiducioso il governatore- a poco più di quattro anni dal sisma, ci prepariamo a non avere più Moduli abitativi provvisori, un risultato di straordinaria importanza».

A Bonaccini fa eco l’assessore regionale alla ricostruzione Post-sisma, Palma Costi che replica anche alle polemiche di questi giorni: «In queste giornate drammatiche, raffronti e classifiche si sprecano rischiando di confondere piani e prospettive. Oggi c’è bisogno di poter indicare in tempi brevi alle zone colpite dal sisma il meglio che si è realizzato in seguito a esperienze simili. Certamente Friuli Venezia Giulia, Umbria ed Emilia-Romagna possono fornire indicazioni importanti. Per ciò che ci riguarda, ci siamo dati da subito l’obiettivo di far ripartire comunità più forti e migliori rispetto a prima del sisma, in sicurezza, e lo abbiamo fatto attraverso un percorso di confronto continuo insieme ai Comuni, alle associazioni, ai cittadini unendo la fase dell’emergenza alla ricostruzione. E ancora la salvaguardia del lavoro e delle imprese. Infine ricostruzione nella legalità, con regole strettissime per prevenire fenomeni criminosi, utilizzo obbligatorio delle white list e lavoro del Gruppo interforze (Girer)».

«Sanare completamente le ferite richiederà ancora tempo come dimostrano altre buone esperienze di ricostruzione in Friuli Venezia Giulia e Umbria, ma - aggiunge Costi- i finanziamenti ci sono e le procedure ormai sono rodate. Per la ricostruzione di case ed imprese parliamo di circa 5,5 miliardi di euro di indennizzi pubblici, quindi procedure e controlli sono dovuti ed obbligatori, non sono burocrazia e appesantimento ma al contrario garanzie per tutti ed equità».

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