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Fusione, anche Sinistra Italiana dice no

Fusione, anche Sinistra Italiana dice no

Vignola. «Non è così che si risolvono le difficoltà economiche dei Comuni. E i cittadini sono contrari»

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VIGNOLA. Continua il dibattito sul progetto di fusione tra i Comuni dell’Unione. A esprimere la propria netta contrarietà è Sinistra Italiana “Terre di Castelli”, il cui coordinatore Dimer Marchi rileva: «Riteniamo che sia un errore enorme pensare di risolvere la situazione di difficoltà finanziaria dei Comuni con le fusioni. L’elemento preliminare e imprescindibile sul quale pronunciarsi è l’autonomia impositiva dei Comuni e il federalismo fiscale, così da garantire un corretto rapporto fra Stato centrale e Stato decentrato. L’altro aspetto dirimente - prosegue Marchi - è l’assenza di un vero e corretto percorso partecipato, capace di trasmettere ai cittadini il senso di una scelta sicuramente molto importante per il nostro territorio. Tale errore è già stato commesso quando si attivò il percorso dell’Unione ed è stato purtroppo ripetuto. In tempo di crisi, in cui forte è il distacco dei cittadini dalla politica, alta la rassegnazione e lo scoramento, lo giudichiamo un errore grave, tanto più grave perché ignora quanto fu grande e avvertito il tema della comunità locale e delle istituzioni nate dal basso, durante la Resistenza al nazifascismo. La parola d’ordine è stata fretta. Una fretta che non ha permesso ai consiglieri di prepararsi sull’argomento per dare un voto consapevole. Si è spacciato lo studio come miglioramento dell’Unione, mentre dai documenti si è poi capito che era invece finalizzato alla fusione (come del resto si evince dallo stesso studio Nomisma), tanto che diversi consiglieri di opposizione che a suo tempo votarono positivamente per lo studio, oggi sono tra i più convinti contrari. Nonostante questo colpo di mano, 2 degli 8 Comuni, Savignano e Guiglia, si sono defilati e non hanno votato per lo studio, mentre in due Comuni, Spilamberto e Marano, si sono raccolte firme di contrarietà alla fusione (rispettivamente 2179 e 240). Il nostro parere - continua ancora il coordinatore di Sinistra Italiana - è che la fusione porterebbe degli svantaggi che si possono riassumere in particolare nella riduzione della democrazia, nella minore rappresentanza e nella minor partecipazione dei cittadini, in probabili inefficienze dei servizi erogati in scala più vasta. Il tutto a fronte di presunte riduzioni di spesa che ancora non si sono dimostrate nelle fusioni già realizzate. Riduzioni di spesa già sconfessate negli studi realizzati da Stato e Regione che certificano le migliori performance nei Comuni intorno ai 10mila abitanti. Riteniamo invece che miglioramenti di spesa e di efficienza possano e debbano essere realizzati nell’Unione e diversi sono gli ambiti su cui è possibile intervenire. Del resto questo punto era in quasi tutti i programmi elettorali e ci stupisce che tutti se ne siano dimenticati». (m.ped.)

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