Come riconoscere i manipolatori ed evitare di subire delle violenze
Si tiene oggi a Serramazzoni, il il primo corso in terra modenese di Cinzia Mammoliti, criminologa specializzata in narcisismo patologico, impegnata in prima linea da molti anni nella lotta contro la...
Si tiene oggi a Serramazzoni, il il primo corso in terra modenese di Cinzia Mammoliti, criminologa specializzata in narcisismo patologico, impegnata in prima linea da molti anni nella lotta contro la violenza e gli abusi più subdoli e nascosti, quelli psicologici. Tema del seminario: La comunicazione manipolatoria: tecniche e strumenti per difendersi. Il programma prevede un "viaggio" alla scoperta delle maschere del manipolatore e della manipolatrice, alle caratteristiche della comunicazione (impossibile) con loro, alle conseguenze fisiche e psicologiche della relazione con soggetti manipolatori per finire con la presentazione di alcune tecniche di contromanipolazione e gestione dello stress.
«Mi occupo di comunicazione strategica da anni - spiega Cinzia Mammoliti - e ho scoperto che una delle principali cause di stress per le persone consiste nel tentativo vano di dialogare con i manipolatori relazionali. Questi ultimi, uomini e donne, si trovano ovunque: in famiglia, sul lavoro, nelle scuole e sono letteralmente attrezzati per fare del male agli altri perché attuano un vero e proprio sabotaggio che impedisce uno scambio davvero efficace. La comunicazione costituisce la loro arma privilegiata per destabilizzare l'interlocutore e ottenerne il controllo e viene utilizzata spesso in maniera sadica determinando conseguenze in chi la subisce anche molto gravi. Vi sono, tuttavia, tecniche e strategie che si possono adottare per tenere testa a queste modalità comunicative arroganti, ambigue e paradossali ed evitare, di conseguenza, parte dello stress correlato al dover avere a che fare con loro nel quotidiano».
Chi la contatta per chiedere aiuto e chi potrebbe trovare beneficio frequentando questo corso?
«Tutti quelli che ritengono di subire abusi cui non riescono a dare un nome. La prova della violenza psicologica è difficile da fornire: cerco di dare una mano in questo senso. Sempre più spesso, poi, vengo consultata come consulente tecnico di parte per supportare separazioni difficili e caratterizzate da manipolazioni relazionali all'interno della coppia e della famiglia».
Come si diventa manipolatori in questo modo? Hanno responsabilità, ad esempio, i genitori?
«Spesso nella famiglia d'origine c'era un genitore iperaccudente (la madre) e uno trascurante (di solito il padre), ma non si tratta di una regola valida per tutti. A volte ci si nasce, così, senza una ragione e senza che vi siano cause legate all'ambiente o all'educazione».
Sta portando avanti un progetto per creare una rete, per una maggiore informazione e tutela su questo problema della manipolazione patologica, in tutta Italia. Di cosa abbiamo bisogno?
«Sono attiva soprattutto a Milano e Roma con corsi e seminari impostati anche su più giornate. Manca, spesso, la volontà da parte degli organismi e delle strutture che dovrebbero essere preposte alla tutela delle vittime di fare questa operazione, ossia creare una Rete. Molti vedono la violenza come una moda da cavalcare, professionisti seri e competenti in giro ce ne sono pochi, ma soprattutto viene detto che mancano i fondi per agire nei confronti di un'emergenza dalla portata colossale come questa».
Viviamo una escalation di violenze sulle donne e di omicidi sempre più brutali, in questo 2016. Cosa sta accadendo, secondo la tua esperienza?
«In verità ci sono sempre stati. Se ne parla e ci si focalizza di più e ritengo che questo sia un bene. Siamo nella società del narcisismo e del consumismo. La donna, reificata, che non ti appartiene più viene usurata e gettata via come una cosa. E' aberrante ma se non si comincia a lavorare a monte sarà sempre peggio».
Per maggiori informazioni: www.cinziamammoliti.it. Per partecipare al corso, che è a pagamento e a numero chiuso, scrivere a: monicatappa@gmail.com.
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