Gazzetta di Modena

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DIARIO DE “IL PETTIROSSO”

La storia di un capriolo ferito che ora “adotta” i cuccioli difficili

La storia di un capriolo ferito che ora “adotta” i cuccioli difficili

«Sedici anni fa, quando nacque il Centro il Pettirosso, siamo stati chiamati dalla Polizia Provinciale di Modena per soccorrere una capriola che si trovava all'interno di un pollaio, dove il...

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«Sedici anni fa, quando nacque il Centro il Pettirosso, siamo stati chiamati dalla Polizia Provinciale di Modena per soccorrere una capriola che si trovava all'interno di un pollaio, dove il proprietario, che la nutriva con mangime per polli, ci disse che la piccola era stata trovata con una malformazione» racconta il responsabile del Pettirosso Piero Milani.

Prima della nascita del Pettirosso, in provincia non esisteva una struttura idonea per gli animali selvatici feriti o in difficoltà e dunque gli animali, contravvenendo alle leggi nazionali e regionali, venivano affidati in modo temporaneo alle persone che se ne potevano occupare. «Poi - spiega Milani - con la nascita delle direttive sui Cras nacque il Pettirosso, da prima con uno spazio di 500 mq fino ad arrivare ai 60.000 mq di oggi. I volontari di allora - prosegue nel racconto Milani - arrivarono con la Polizia Provinciale per recuperare la piccola capriola e la trovarono con una malformazione dovuta ad un probabile trauma di quando era cucciola che le ha impedito di avere una vita normale in natura, soprattutto nel periodo invernale».

Arrivata al centro la capriola viene messa in un grande recinto, dove inizia a correre in assoluta tranquillità e sicurezza: «Era un animale che essendo abituata all'uomo non si stressava se veniva avvicinata o manipolata per eventuali terapie - spiega Milani - E soprattutto, ha insegnato negli anni ai nostri volontari come toccare ed approcciarsi ad un capriolo». Al Centro arriva presto un altro capriolo con il bacino fratturato che viene messo per riabilitazione nello stesso recinto del capriolo femmina: «Galeotta è stata la luna o il servizio a cinque stelle del Pettirosso - sorride Milani - Alla nostra capriola spunta un grosso pancione e ci fa capire che il momento tanto delicato è arrivato». Al suo fianco, a debita distanza, Piero e la veterinaria sono pronti ad intervenire nell'eventualità che qualcosa non vada per il verso giusto, ma per fortuna, senza difficoltà, nascono due bellissimi cuccioli. Eccoli in piedi sotto la loro mamma, pronti a prendere il latte. «Tra i trovatelli di cucciolo di capriolo, al Pettirosso ve ne è uno che risulta intollerante a tutte le possibili miscele di latte che i volontari gli propongono - conclude Milani - A quel punto, proviamo a vedere se la nostra capriola lo accetta: il piccolo si fa largo e si piazza sotto la sua mamma adottiva che lo inizia ad allattare senza problemi, insieme agli altri fratellini. Pensate quanti regali ci ha fatto un animale considerato diverso ma visto come speciale dai volontari, gli stessi volontari che oggi come allora considerano speciale ogni animale che arriva». (l.s.)

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