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È a rischio l’hotel Valverde ceduto gratis

È a rischio l’hotel Valverde ceduto gratis

Serramazzoni. I fratelli Muzzarelli lo regalano alla nuova proprietaria, ma è su una frana e con gravi problemi strutturali

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SERRAMAZZONI. Gli atti ufficiali parlano di un «pessimo stato di conservazione», descrivendo un immobile costruito su una frana attiva che ha provocato danni a dir poco preoccupanti.

Siamo all’Hotel Valverde, in Largo Olimpico, pieno centro di Serramazzoni. Una struttura storica per il turismo, estremamente valorizzata negli anni d’oro del tennis, oggi in stato di abbandono.

L’hotel è da qualche mese è al centro delle rassicuranti promesse di quanti ne offrono la gestione a destra e a manca, con importanti sponsor istituzionali. Si parla di imminente riapertura - persino tra poche settimane - e si descrive una situazione che da qualche parte dovrà pur trovare un appoggio formale, in qualche documento ancora riservato, per poter smentire quanto risulta dagli atti pubblici.

La cessione. La prima notizia è che i fratelli Muzzarelli, contitolari per quote della società titolare della licenza e dell’immobile, sono finalmente riusciti a liberarsene.

Che si tratti di una liberazione non lo dimostra solo la persistente chiusura della struttura, che presumibilmente si trascinava dietro responsabilità e tassazioni varie. Un immobile del genere costa, anche se inattivo.

Gli atti notarili. Lo dimostra soprattutto la circostanza che l’Hotel è stato ceduto gratuitamente, almeno a consultare gli atti notarili siglati a Modena il primo luglio scorso, due mesi fa: Giorgio, Giovanni, Romano e Mauro Muzzarelli hanno infatti ceduto le quote della società, considerate del valore di 6.455 ciascuna.

Regalato. Tuttavia i Muzzarelli non hanno incassato nulla, in quanto hanno parallelamente riconosciuto alla nuova proprietà un credito di pari valore, per le spese del passaggio di quote della società e delle spese promozionali. Per la verità negli atti di parla di riconoscimento di 25.822 euro «per l’attuale situazione dell’immobile che necessiterà di ingenti spese... somma che verrà pagata con compensazione dei prezzi relativi alla cessione delle quote».

La nuova proprietaria. Dal primo luglio la nuova proprietaria risulta Maria Giovanna Ferrari, pensionata, attivista di una forza politica di centrodestra, a suo tempo contitolare di alcune aziende del settore ceramico, negli anni ’80. La Ferrari è conosciuta anche per essere stata ospite della trasmissione “Virus” del giornalista Porro, raccontando di un debito contratto di 600mila euro a causa di un presunto caso di malagiustizia lumaca a suo danno, per il licenziamento ritenuto illegittimo dai giudici di un dipendente che aveva in prova tanti anni fa in una delle sue ceramiche.

La società Valverde snc. A consultare la Camera di commercio, l’Hotel Valverde snc risulta dal 22 luglio scorso di proprietà del socio unico Maria Giovanna Ferrari, con quote per l’appunto da 25.822 euro. Negli atti, risulta che Ferrari si è accollata «qualsivoglia responsabilità dovesse insorgere in ragione delle caratteristiche attuali del compendio immobiliare».

Riparazioni e sanatorie. Ma proprio dagli atti emerge chiaramente una situazione imbarazzante dell’hotel, che non potrà certo essere risolta da ventimila euro, anche se «la parte acquirente si impegna a sostenere personalmente tutte le spese necessarie per il ripristino e o eventuali sanatorie che dovessero sorgere per la messa a norma», precisa l’atto di vendita.

È su una frana attiva. Leggiamo testualmente ciò che scrive il notaio sulle condizioni dell’albergo: «L’immobile ricade in area classificata “frana attiva”, con relative e conseguenti norme di attuazione alla quali è sottoposta».

Problemi strutturali. Peggio: «Ad oggi l’immobile evidenzia problematiche di tipo strutturale quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, fessurazioni in una trave di fondazione, i plinti di fondazione rilevati in quota ribassata con conseguente abbassamento di parte della struttura sovrastante, visibili avvallamenti, rigonfiamenti e o sollevamenti delle pavimentazioni e delle sottostanti caldaie poste al piano terra; solai dei piani superiori non più livellati, con conseguente schiacciamento di alcune pareti divisorie...».

Viene da chiedersi che tipo di interventi saranno necessari per mettere a norma l’Hotel, per di più su una “frana attiva”. Di questi tempi poi, dove si parla di messa in sicurezza antisismica in ogni dove, il tema è di intensa attualità.

Le proposte. E viene da chiedersi che tipo di offerte e proposte siano state fatte in queste settimane per far partire una nuova gestione dell’Hotel, annunciata come imminente senza che si veda ancora un’impalcatura per riparare i danni strutturali segnalati dall’atto notarile.

Perchè l’impressione è che qualcuno potrebbe rimanere con il famoso cerino in mano. Ma se il cerino prova a metterglielo in mano una istituzione, allora la questione dell’albergo Valverde si... ravviva.

Alberto Setti

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