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Ecco il reddito di povertà alle famiglie indigenti

di Alfonso Scibona
Ecco il reddito di povertà alle famiglie indigenti

L’Unione lancia la collaborazione con Inps che elaborerà una social card speciale L’assessore Tosi: «Un aiuto a chi è in grande difficoltà, ma norme stringenti»

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Presentato dall’Unione dei Comuni il progetto di “Sostegno per l’inclusione attiva - SIA”, una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali siano presenti figli minorenni, figli disabili, donne in stato di gravidanza accertata, almeno due anni di residenza sul territorio e, per gli stranieri, condizioni che attestino la regolarità della loro presenza in Italia.

«Vogliamo estendere una notizia che è di carattere nazionale - ha detto il sindaco di Fiorano, assessore ai Servizi sociali dell’Unione - a tutto il territorio del distretto in modo che la comunicazione di queste norme venga a conoscenza degli interessati. Preciso che non si tratta di una “social card” di nuova invenzione, ma di un progetto più ampio, una misura per certi versi “permanente” da parte dello Stato in favore di famiglie davvero povere. La “social card” dava un contributo una tantum, in questo caso c’è un percorso prima ed un progetto a seguire che rendono le cose più serie e trasparenti, sempre a favore di quanti ne abbiano veramente bisogno».

Alcuni requisiti, oltre a quelli citati, sono “stringenti”, come ad esempio quello di possedere un’Isee inferiore ai 3000 euro, o quell’altro che non si tratti di famiglie che già accedono a sussidi come la Naspi oppure l’Asdi e che non ricevano sussidi a vario titolo superiori a 600 euro mensili.

Ci sono poi dati paralleli come quello di non aver acquistato un’auto nuova negli ultimi 12 mesi o che questa non sia di cilindrata superiore ai 1300cc od una moto superiore ai 250cc immatricolati negli ultimi tre anni.

«Gli attori principali del progetto sono Unione dei Comuni e Inps - precisa Flavia Giovanardi, dirigente delle Politiche sociali dell’Unione - ed infatti questo binomio è nato perché i Comuni non toccano nemmeno i soldi che verranno dati alle famiglie, ma ci penserà l’Inps con una speciale card. Il nostro compito sarà quello di raccogliere le domande, farne una valutazione iniziale a carattere familiare e compilare una piattaforma che poi passiamo all’Inps. Sarà l’ente a comunicarci l’accettazione o meno, emetterà la card e darà mandato ai Servizi sociali di predisporre un profilo dei beneficiari ed effettuare i controlli. L’aiuto sarà bimestrale e non a tempo indeterminato».

Ma con numero e limiti di questo tipo, quante potranno essere le famiglie interessate? «Sui numeri e sui limiti di reddito - ha detto il sindaco Tosi - ho delle perplessità che questo tipo di progetto possa arrivare a tante famiglie. Ne sapremo di più dopo i colloqui». Informazioni potranno essere richieste agli uffici dei Servizi sociali.

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