Finti carabinieri “beffati” a Sestola ma a segno a Zocca
SESTOLA. Ancora finti carabinieri truffa-anziani in azione in Appennino. Si sono presentati in due ieri mattina, di nuovo nelle frazioni di Sestola dopo il passaggio il 24 agosto a Casine. Stavolta è...
SESTOLA. Ancora finti carabinieri truffa-anziani in azione in Appennino. Si sono presentati in due ieri mattina, di nuovo nelle frazioni di Sestola dopo il passaggio il 24 agosto a Casine. Stavolta è toccato a Castellaro, dove però gli è andata decisamente male. Prima, intorno alle 9.30, ci hanno provato a casa di una 85enne, a cui hanno detto di essere carabinieri venuti per un controllo di banconote. La vecchietta però è stata parecchio sveglia e ha dato la risposta da manuale, dicendo di conoscere bene il maresciallo di Sestola e i carabinieri al suo servizio, e non ha neanche aperto la porta. Poco dopo i due ci hanno riprovato a distanza di pochi metri suonando alla porta di un 68enne, che però ha risposto dal cortile perché era nell’orto. Sono entrati e gli hanno detto allo stesso modo che dovevano controllare dei soldi in casa, ma lui ha fatto capire chiaramente che non se la beveva. Che siano state le parole pronunciate in modo molto convinto o la vanga che aveva in mano, i due hanno riferito di un improvviso contrattempo che li chiamava in servizio altrove e hanno sgommato. Macchina addocchiata stavolta: grigia, con a bordo due sui 30-40 anni. È più che probabile che siano stati sempre loro ad attraversare un buon pezzo di Appennino e presentarsi verso le 11.30 a Zocca, dove in via Boccaccio hanno suonato a un 73enne dicendo che dovevano verificare le banconote perché c’era stata una rapina. L’anziano stavolta c’è cascato e ha consegnato 500 euro a due, che hanno assicurato di riportarglieli presto. Ma devono ancora tornare... È evidente che la banda si sta spostando in tutta la montagna, tanto che anche a Palagano il sindaco Fabio Braglia ha messo tutti sul chi va là. I carabinieri raccomandano non fare entrare nessun sconosciuto in casa e di chiamare il 112 in caso di visite, perché i militari veri si presentano sempre in divisa e con l’auto a scritte ben visibili. (d.m.)
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