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Gestire una famiglia a... distanza

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Una 25enne modenese moglie di un militare: «Non è mai facile»

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La giovane modenese S.A. ha 25 anni e da quasi due è madre di un bambino.

Nemmeno a lei è sfuggita la polemica sul Fertility Day scoppiata su internet. Ad essere sotto accusa è una comunicazione che sembra stigmatizzare chi non ha figli ed incitare le giovani coppie a farne nonostante le difficoltà che si incontrano per mantenerli.

«Non si può incitare a creare famiglie se non si consente ai ragazzi di lavorare. Inoltre esiste una parte di popolazione che preferisce non avere figli» commenta la giovane donna. Dalla sua storia si comprende che essere genitori prima dei trent’anni, quando non è impossibile per fattori economici, non è comunque facile.

Quando è diventata mamma?

«Io e mio marito abbiamo scelto di avere un bambino verso la fine del 2013. Sono rimasta incinta subito e nel 2014, dopo essermi laureata è nato mio figlio, che ora ha quasi 2 anni».

La maternità ha influenzato la sua carriera?

«No perché mio marito è un militare dell’esercito e quindi io non ho una così stretta necessità di lavorare. Dopo la laurea avevo valutato di fare una specialistica a Venezia, ma avevo più voglia di fare la mamma, tanto che vorremmo fare un secondo bambino. Ho aperto un blog di libri e con quello piano piano mi sto facendo strada sperando, un giorno, di lavorare da casa».

Quindi la stabilità economica è buona.

«Sì, il pane in tavola non manca mai e ci sono i miei che ci sostengono sempre. Ma diciamo che senza lo stipendio fisso e sicuro di mio marito sarebbe stato impossibile pensare di avere figli, anche perché non riceviamo alcun aiuto economico. Allo stesso tempo, per via del lavoro di mio marito siamo obbligati a stare lontani per lunghi periodi, perché lui lavora a Salerno. Con il bambino faccio avanti indietro per andarlo a trovare. A Salerno abbiamo una casa di proprietà, ma preferisco restare a Modena perché se succede qualcosa qui posso contare sui miei, mentre giù non conosco nessuno. Quindi sì, la stabilità economica c’è, ma non è comunque semplice».

Suo marito ha ottenuto il congedo di paternità?

«Dopo il parto è rimasto con noi molto poco, poi è ripartito. È stato terribile… il bambino è nato in settembre e mio marito è stato con noi da dicembre. Il loro rapporto è iniziato più tardi e ne hanno sofferto. Ne ho sofferto anche io perché ero molto sola. I miei hanno 50 anni e lavorano, quindi anche se desideravano fare di più, il loro supporto è stato soprattutto morale. Ma fare la mamma mi piace da morire e non mi sono fatta scoraggiare».(e.d.)

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