I disoccupati fanno la spesa per le persone sole e anziane
Un arricchimento reciproco, dato dal mutuo appoggio tra categorie fragili: anziani e disoccupati. Poggia su queste basi la nuova forma di welfare di comunità in via di sperimentazione a Carpi. Si...
Un arricchimento reciproco, dato dal mutuo appoggio tra categorie fragili: anziani e disoccupati. Poggia su queste basi la nuova forma di welfare di comunità in via di sperimentazione a Carpi. Si tratta del progetto di socializzazione intitolato “Da casa al Circolo”, realizzato utilizzando il 5 per mille dell’Irpef dell’anno d’imposta 2012 (17.215 euro) destinato dai cittadini al Comune.
Il progetto, ideato dai Servizi sociali dell’ente locale in collaborazione con l’Asp Terre d’Argine, ha l’obiettivo di potenziare e favorire la socializzazione di persone deboli - principalmente anziani autosufficienti ma soli, che vorrebbero uscire di casa ma, nella maggior parte dei casi, sono privi di mezzi di trasporto autonomi e/o costretti ad attendere la disponibilità oraria di parenti o vicini di casa - in collaborazione con le attività svolte nei Circoli anziani. Ma non solo: nell’ambito del progetto è inoltre possibile chiedere lo svolgimento di piccole commissioni in città, quali fare la spesa, recarsi in farmacia, in posta, al cimitero...
Gli accompagnatori sono persone che hanno perso il lavoro, momentaneamente disoccupate, con una buona attitudine all’approccio con gli anziani, residenti a Carpi e muniti di patente. Grazie ai fondi del 5 per mille, essi si occuperanno dei trasporti dalle abitazioni degli anziani ai Circoli o in qualunque altro luogo la persona debole si voglia recare rendendosi, al contempo, autosufficienti sul piano economico guadagnandosi, così, un proprio contributo economico. Il tutto sempre sotto l’egida dei Servizi socio-sanitari del Comune e di ASP Terre d’Argine.
«Si desiderava veicolare il finanziamento proveniente dai cittadini nei confronti delle persone parzialmente autosufficienti - spiega Andrea Baraldi, responsabile Asp - che capita sovente vogliano uscire dalle proprie quattro mura, ma debbano aspettare il sabato o un altro giorno in cui si liberi un proprio caro. Il progetto dà la possibilità, invece, attraverso una chiamata diretta, di attivare quasi immediatamente il servizio di accompagnamento e trasporto che non è, si badi bene, specialistico ma di socializzazione: in questo modo si colma la lacuna a volte esistente nell’ambito prettamente sociale».
Il progetto proseguirà fino a fine anno con la speranza, se i fondi messi a disposizione dovessero rivelarsi sufficienti, di continuare anche in seguito. Per saperne di più, è possibile contattare dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13, il numero telefonico 338 6890592 (risponderanno Pietro o Federica), oppure lo Sportello Nemo in via Carducci 32, telefono 059 649626 o 059 649644. (v.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
