Modena: Piazza Mazzini, verde promosso ma quanti alberi ci devono essere?
I modenesi chiedono di tenere gli alberi, sono tre le ipotesi con 4, 7 o 12 piante La Gazzetta apre un sondaggio per vedere quale sia la soluzione preferita dai modenesi. E su via Farini lite negozianti-residenti
MODENA. «Il verde va bene così, le piante vanno solo potate meglio», «No è meglio avere appena quattro alberi per valorizzare la facciata della sinagoga che così nessuno vede». E ancora: «Io sono nato in questa piazza e spero che torni ad essere un luogo tranquillo, non come ora» e «Perché non fare all'ex Diurno una discoteca portando i giovani in centro o anche un deposito per le biciclette o un luogo che valorizzi le eccellenze e la storia locali?».
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L’altra sera in piazza Mazzini si è tenuto il "grande dibattito" relativo alla riqualificazione - che avverrà non presto, tra un anno esatto, come la Gazzetta riportava nell'edizione di ieri - dei 3400 metri quadrati della piazza e dei sottostanti 400 metri dell'ex albergo diurno chiuso da decenni. Non c'era da prendere nessuna decisione perché il Comune ha presentato tre ipotesi per l'area verde e illustrato un progetto, dal costo di 1,3 milioni di euro in parte da reperire, che al momento è lontano dal disegno esecutivo che poi sarà eseguito dal cantiere.
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Ma il sindaco, con gli assessori Bosi, Ferrari e Giacobazzi, davanti a una piazza piena, ha fatto un discorso improntato alla fiducia e chiesto il parere dei cittadini. Una assemblea fisica, dunque, dopo quella virtuale nella quale hanno detto la loro oltre 2200 persone. Ora bisognerà passare ai fatti e scegliere, dopo avere sentito la Soprintendenza visto che la piazza è vincolata, le tre ipotesi architettoniche illustrate da Gabriele Giacobazzi (Lavori pubblici).
«Si va avanti - spiega - in dialogo con la Soprintendenza perché oggi si lavora così. L'ente di tutela ha ricevuto tutte le carte e dovrà dirci se intende vincolare anche l'ex Diurno. Oggi questo vincolo non c'è e per ora noi lavoriamo per predisporre il bando per la ricerca del privato che speriamo ci affianchi. Per ora quindi abbiamo pensato ai lavori da fare in superficie, dei quali si occuperanno gli uffici comunali. Rifacciamo la pavimentazione, organizziamo l'arredo urbano e soprattutto abbiamo ipotizzato tre idee per il verde: o razionalizzando la situazione attuale, oppure lasciando sette alberi sotto i quali c'è molto ombra oppure dando vita al progetto di maggiore differenza con l'oggi, lasciando quattro alberi valorizzando così la facciata della sinagoga».
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Insomma è ancora tutto in forse e ci sono punti interrogativi: la soprintendenza permetterà di togliere il verde e di stravolgere eventualmente l'ex Diurno? Certo è già una bella notizia che sia ormai un lontano ricordo l'idea del muro-fontana all'ex ghetto ebraico di Mario Botta (epoca amministrazione Pighi-Sitta). Ma giovedì sera è andato anche in scena lo scontro tra residenti e commercianti di via Farini. "In piena mattina - spiega Marco Rosi della Casa dei rasoi, da 53 anni a metà del salotto commerciale della città - ho contato fino a 22 furgoni e pensavo di essere in tangenziale. Vanno bene i posti per i disabili e il carico scarico, ma poi via tutto da via Farini. Fa bene camminare". La pensa diversamente il portavoce del comitato dei residenti, Giuliano Zanni: «Vivo qui da 30 anni e il problema non è certo il traffico perché esiste il diritto incomprimibile dei residenti a parcheggiare vicino casa. E sono contento che il Comune abbia fatto marcia indietro sugli arredi, così tra Emilia e Palazzo Ducale c'è la visione a cannocchiale».
Chiude amaro Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia: «Quando sento queste assemblee con più ipotesi ho sempre il sospetto che il Comune abbia già deciso e voglia il via libera. Occorre valorizzare l'ex diurno facendo un progetto raffinato, altre che un deposito per biciclette: cerchiamo di volare alto che costa uguale». (s.l.)
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