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A Modena scuole già in affanno: mancano ancora troppi insegnanti

A Modena scuole già in affanno: mancano ancora troppi insegnanti

Le previsioni nefaste dei sindacati sembrano confermate. a Modena  da assegnare il 30% delle cattedre. «Dirigenti disperati»

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MODENA La prima campanella s’avvicina, ma gli insegnanti continuano a mancare. I sindacati sono concordi: il 15 settembre saranno assenti dai tre ai quattro docenti ogni dieci.

Una «stima prudenziale» nel cui merito non entra il Provveditorato. Gli uffici lavorano a pieno ritmo per far ripartire le lezioni regolarmente, come assicurato da Silvia Menabue. Il dirigente scolastico provinciale chiede di attendere fino a martedì 13 per fare il punto. Mancheranno allora due giorni all’ingresso degli studenti. Intanto, si riscontrano nuovi ritardi. Come riportato dai sindacati, alcuni presidi hanno spostato il collegio docenti… per assenza di docenti.

I SINDACATI «Molti dirigenti sono disperati - garantisce Monica Barbolini, neosegretaria regionale della Cisl Scuola - perché non sanno chi saranno gli insegnanti». «Siamo in attesa dei docenti a tempo indeterminato - aggiunge Mara Mellace, segretaria della Flc-Cgil di Modena - figuriamoci quando arriveranno quelli a tempo determinato». Non va sottovalutato l’impatto dell’algoritmo della mobilità. Chi ottiene l’assegnazione provvisoria da Agrigento a Modena è disposto a spostarsi per pochi giorni (e poi magari andare da un’altra parte)? Una domanda che ne sintetizza migliaia in attesa di risposte. Le stesse sono attese dal “baratto delle cattedre”. È stato previsto dal ministero dell’Istruzione, ma non se conoscono ancora i meccanismi. Come può un docente udinese nominato a Modena, a esempio, restare in Friuli scambiandosi con un modenese chiamato a Udine? Per “fortuna” che c’è la “chiamata diretta”, una delle novità di una riforma invisa come poche alle sigle. «Ha prodotto una “fantasia notevole” - spiega Mellace - perché ci risulta che anche a Modena ci siano stati presidi che hanno fatto richieste particolari. Hanno domandato alle candidate se sono sposate, se hanno intenzione di avere figli e tali amenità inedite». Il ritardo nel “concorsone” per alcuni classi, come le materie umanistiche, è assodato. Gli scritti devono essere ancora corretti del tutto, la fine è attesa entro Natale. «Hanno sottovalutato i tempi», riprende Barbolini. Le risposte stanno arrivando per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Assunti i tempi indeterminati, si procede ora ai contratti a tempo.

IL CAOS «Per il resto è il caos», assicura Mellace. I casi citati sono numerosi. Un esempio? La maestra modenese trasferita a Como, ma con più di una cattedra scoperta ai piedi della Ghirlandina. Con la conciliazione è stata trovata una soluzione, ma non è sempre così. Resta in attesa di risposta un docente con una richiesta di legge 104. È stato trasferito, ma la richiesta non sarebbe stata tenuta in conto. Quale sarebbe il futuro del familiare con disabilità senza la sua presenza? Un quesito ancora inevaso, come altri. Le conciliazioni appaiono ancora limitate. Dalla Cgil spiegano che ne sono state fatte loro alcune per le primarie (non tutte accolte) e una per le medie. I ricorsi per le superiori? Non ancora pervenuti. Perentori i sindacati. «L’errore nell’algoritmo dei trasferimenti si sana rifacendoli tutti - afferma Barbolini - perché li hanno sbagliati tutti». Unanime la bocciatura nei confronti del Miur (e dei piani più alti). «Assistiamo a un’incompetenza del governo e di un ministro (Stefania Giannini) - riprende la sindacalista della Cgil - che ha sottolineato tanto il merito dei docenti. Tuttavia, il merito dov’è?». «Il ministro dice che si rasenta la perfezione - conclude Mellace - ma sappiamo benissimo che non è vero».

Gabriele Farina

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