Gazzetta di Modena

Modena

LETTERA APERTA ALLA CITTà

«Cavallo di Paladino È stupendo, resti lì»

«Cavallo di Paladino È stupendo, resti lì»

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Un anno fa fu montato a ridosso del “Manichino della storia”, la controversa mostra d’arte contemporanea al Mata, mostra voluta dal suo “proprietario”, il gallerista Emilio Mazzoli. Oggi il “cavallo” di Mimmo Paladino, con la sua presenza imponente, arcaica e austera accanto alla ciminiera, due elementi che si ergono verso il cielo sopra la Manifattura Tabacchi, comincia a piacere e molto. E piace tanto che un gruppo di modenesi settantenni ha scritto una lettera aperta a Mazzoli e alla cittadinanza per chiedere di non toglierla più, perché ormai parte di quella piazza,

«Siamo un gruppo di amiche e amici che hanno visitato le mostre del Mata - scrivono i quattordici firmatari modenesi - tutte mostre interessanti pur nella loro diversità. Durante l’ultima visita, in occasione della mostra di Beppe Zagaglia, abbiamo notato con piacere che il magnifico Cavallo di Mimmo Paladino è ancora al suo posto. Di questo siamo profondamente grati al gallerista Emilio Mazzoli che ne è il proprietario».

Quindi l’invito a lasciarla in quello spazio: «Togliere quella scultura dal suggestivo ambiente metafisico sarebbe come levare la Bonissima da Piazza Grande o la statua del Tassoni dalla piazzetta della Ghirlandina. Ci auguriamo che molti cittadini modenesi si rendano conto della bellezza di questa presenza scultorea. Speriamo anche che con questa nostra lettera qualcuno sia spinto a visitare questa bellissima zona di Modena ancora sconosciuta a molti».

Ricordiamo che mesi fa era stata avanzata l’ipotesi - mai affrontata fino in fondo - di acquistare la statua da Mazzoli. Il Comune, a un’interrogazione di Andrea Galli (Fi), rispose che il “Cavallo” resterà lì fino al 31 gennaio 2017, giorno di San Geminiano. È in comodato d’uso al Comune.

La grande scultura alta quattro metri e lunga altrettanto, è frutto di una fusione in bronzo. È collocata su un basamento alto tre metri vicino alla ciminiera, nella piazzetta delle Paltadore, spazio che prende il nome dalle lavoratrici della manifattura.

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