Il condominio dimenticato tra degrado e boscaglia
Fiorano. Dopo lo sgombero di due anni fa l’edificio di via Poliziano è un problema Doveva essere abbattuto ma è abbandonato. I residenti del quartiere protestano
FIORANO. Dopo più di due anni dallo sgombero il vecchio condominio popolare di via Poliziano comincia a diventare un problema. Lo sgombero fu, in questo caso, un evento felice, perché i residenti vennero trasferiti in due nuove palazzine moderne ed energeticamente autosufficienti a pochi metri di distanza (in via Machiavelli e in via Colloodi). Il destino del vecchio condominio, un classico pre-fabbricato anni settanta, già fatiscente quando era abitato, dovrebbe essere quello dell'abbattimento, che però tarda ad arrivare. E nel frattempo la vegetazione è cresciuta, i vetri si sono rotti, i muri scrostati, l'indice di pericolosità dell'edificio è sicuramente peggiorato. In particolare i residenti della zona lamentano il problema della vegetazione, che nessuno pota o mantiene e che ha ormai ampiamente debordato sui maerciapiedi rendendoli impercorribili. «Impossibile usare il pedonale, sia da soli che in particolare con passeggini o carrozzine – dicono – ci tocca scendere lungo la strada in un punto pericoloso perché fa angolo e si immette da via Poliziano in via Machiavelli. Se si potesse provvedere alle piante bene, ma in ogni caso ci vorrebbe uno specchio sull'angolo per rendere meno pericolosa la svolta». Non c'è ovviamente solo questo problema: il condominio è così come è stato lasciato, cancelli, porte e finestre aperte, non è in alcun modo sigillati e non c'è nessun cartello di attenzione. Nel cortile sul retro ci sono ancora alcuni rottami ammassati (in particolare poltrone). È un posto a rischio per bambini che si trovassero a giocare nella zona, ma è anche possibile che venga utilizzato nelle ore notturne da chi è in cerca di un riparo. Per ricordare come si è arrivati allo svuotamento dell'edificio, tutto è nato nel periodo dell'amministrazione Pistoni: il palazzo e il terreno su cui sorge sono stati ceduti a un privato in cambio dei terreni su cui poi, a spese dell'Acer e del Comune, insieme a vari contributi, sono state realizzate le due nuove palazzine utilizzate adesso. In questo spazio ceduto al privato secondo l'accordo dovranno sorgere altri edifici residenziali di minori dimensioni con una parte ad affitto convenzionato e resterà anche uno spazio di verde pubblico. Però in questo progetto, a differenza di altri, non c'è un accordo sulla data dell'abbattimento e la fase non è esattamente ideale per avventurarsi in nuove costruzioni. L'ex condominio di via Poliziano rischia quindi di restare una diroccata cattedrale nel deserto ancora per un lungo periodo, nel quale qualcuno dovrà provvedere alla sua manutenzione almeno di base.
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