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Coppia gay si racconta: Dalla pallavolo all’unione... civile. A novembre nozze a Modena

Eleonora Degoli
Coppia gay si racconta: Dalla pallavolo all’unione... civile.  A novembre nozze a Modena

Modenese racconta la sua storia: «Essere liberi di mostrare che si è felici con la persona che si ama fa stare meglio»

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MODENA. Mercoledì 7 settembre in Municipio a Modena si tiene il rito della prima unione civile. Due ragazzi, davanti all’assessore alle Pari Opportunità Andrea Bosi, regolarizzeranno la loro convivenza secondo la legge Cirinnà, entrata in vigore il 5 giugno. E non saranno certamente gli ultimi a farlo. Sabato 12 novembre è infatti fissata la cerimonia che unirà civilmente Mattia Casagranda e Christian Drusiani. Quest’ultimo ha deciso di condividere la sua esperienza.

Quando e come hai conosciuto il tuo compagno?

«Ci siamo conosciuti due anni e mezzo fa, tramite una chat. Lui è di Trento, quindi prima ci siamo sentiti online, poi ci siamo visti la prima volta grazie alla pallavolo. Io sono un allenatore ed un tifoso e ai tempi ero a Trento per vedere una partita. La rivalità tra Modena e Trento per chi segue la pallavolo è molto sentita, quindi è curioso che io abbia trovato un trentino come compagno. C'è da dire che lui non era molto interessato a questo sport, ma sono riuscito a farglielo amare ed è venuto a volte anche al Palapanini di Modena. Lo sto tirando dalla mia parte: un trentino che tifa il Modena è una bella conquista».

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Da quanto tempo convivete?

«Dal 2014. Dopo sei mesi di spola Modena-Trento e Trento-Modena, lui si è licenziato dal lavoro e si è trasferito giù. Ha trovato quasi subito un’occupazione: fa il cameriere in un ristorante stellato. Io invece sono un medico, lavoro come psichiatra a Villa Igea. Insieme abbiamo costruito così la nostra vita».

Quindi siete pronti per l'unione civile.

«Avevamo già deciso un anno fa, ancor prima che ci fosse la legge. Siccome se ne parlava e c'era il sentore che potesse passare, avevamo già prenotato al ristorante e fatto la prova menù. Abbiamo in mente di festeggiare in modo abbastanza tradizionale».

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Cosa pensa di questa legge?

«Penso che vada bene. So che c'è stata tutta una disputa sul problema delle adozioni, ma noi pensiamo che rispetto ad una realtà chiusa come può essere quella dell’Italia, sicuramente questo è un grandissimo passo in avanti. Noi abbiamo bisogno di essere riconosciuti perché essere liberi di mostrare che si è felici con la persona che si ama fa stare meglio. Questo già avviene nelle nostre famiglie, infatti ieri eravamo a cena con mia nonna: i miei familiari conoscono il mio compagno ed io conosco i suoi. Ovviamente anche il fatto che, a livello burocratico, possiamo avere diritti ed eventualmente assistenza nel caso capiti qualcosa, lo ritengo un grande passo avanti. Il mio desiderio è che si parli di tanti esempi come il nostro. Sono convinto che se si vedesse che avere una relazione come la nostra è una cosa quotidiana e normale, l’omosessualità sarebbe ancora più accettata».

La sua sessualità non le ha mai causato problemi, ad esempio sul lavoro?

«A me personalmente no. Io non sono né la persona manifesta e chiara ma neanche la persona che nega. Con il tempo, conoscendoci tra colleghi, c’è stato modo di far capire quale sia il mio orientamento, anche perché ho già avuto un’altra convivenza, ma non ho avuto nemmeno il bisogno di dirlo e la si ritiene una cosa normale. Immagino però che non tutti la pensino in maniera così aperta e ci saranno sicuramente dei giudizi, però a me non interessano. Comunque da un punto di vista pratico né io né il mio compagno abbiamo mai avuto problemi. Siamo stati fortunati, non lo nego. Anche perché le nostre famiglie hanno accettato tutto. Conoscono invece tante persone che fanno molta fatica anche solo a parlarne».

Cosa ne pensa di chi è ancora scettico se non proprio contrario alle unioni civili?

«Io ho sempre pensato che la discriminazione derivi dall'ignoranza. Poi io non ho mai incontrato delle persone che mi abbiano discriminato apertamente. Ho sempre conosciuto persone che hanno presto capito che non ero nulla di diverso da loro. Penso che sia normale che ci siano gli scettici, sia perché viviamo in una nazione un po’ conservatrice, sia perché stiamo cercando di cambiare adesso, quindi io non mi aspettavo diversamente. Però spero che sia solo un periodo, che con il tempo l’omosessualità venga percepita come una cosa normale, così come lo è già in altre realtà».

Andrete ad assistere alla cerimonia della prima unione civile a Modena, mercoledì?

«No, so che è una coppia che ha preferito mantenere l’anonimato e non so chi siano. Tra le persone che conosco io non c'è nessuno che al momento abbia programmato una cosa simile, quindi no».

 

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