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EMPORIO SOLIDALE

Distribuiti a 1430 famiglie 600mila euro di prodotti

Circa 600mila euro di prodotti distribuiti, 1.431 famiglie raggiunte (500 all'anno) per un totale di oltre 5.243 persone, 175 i volontari attivi di cui circa la metà sono anche utenti, 45 le imprese...

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Circa 600mila euro di prodotti distribuiti, 1.431 famiglie raggiunte (500 all'anno) per un totale di oltre 5.243 persone, 175 i volontari attivi di cui circa la metà sono anche utenti, 45 le imprese che hanno fornito prodotti alimentari e non.

Sono i numeri dei primi tre anni di apertura dell'Emporio solidale di Modena Portobello, progetto di cui è capofila l'Associazione Servizi per il Volontariato di Modena che coordina una rete di 24 soggetti del mondo del volontariato e oltre 50 partner tra istituzioni, imprese e associazionismo e realizzato in collaborazione con i Servizi sociali del Comune. Al numero dei volontari, si aggiungono anche quelli delle associazioni partner che mettono a disposizione competenze e servizi come, ad esempio, la ricerca fondi, la logistica e l'animazione per bambini.

Delle famiglie che hanno potuto fare la spesa con la tessera a punti, circa il 42% sono italiane, le restanti sono famiglie di origine straniera, in gran parte di origine marocchina (20%) e ghanese (9%). L'accesso all'Emporio avviene tramite i Servizi sociali: l'aiuto ha una durata di sei mesi, al termine del periodo se le condizioni delle famiglie non sono mutate si può fare una seconda domanda, ma mettendosi in fila per dare la possibilità ad altri di usufruire del servizio.

«L'autonomia delle famiglie è un grosso tema- spiega Angela Artusi, responsabile del progetto Portobello- fin dall'inizio abbiamo scelto di rivolgerci alle nuove povertà (il requisito minimo per entrare è avere un Isee non superiore a 10mila euro) e abbiamo previsto per le famiglie la possibilità di accedere per un periodo ed eventualmente fare una seconda domanda. Non tutte le famiglie, però, riescono ad avere un miglioramento». Per questo motivo, si sta pensando di rivedere il reddito Irpef della famiglia per i secondi ingressi (il secondo periodo di sei mesi di accesso, dopo una pausa), abbassando gradualmente la soglia.

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