Gazzetta di Modena

Modena

I salvatori di opere d’arte pronti per il Centro Italia

di Michele Fuoco
I salvatori di opere d’arte pronti per il Centro Italia

Un gruppo di 60 volontari modenesi della Protezione Civile, tutti addestrati, potranno intervenire per recuperare i beni culturali dispersi sotto le macerie

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Sono tutti pronti per svolgere attività di recupero del patrimonio culturale nelle zone del Centro Italia, colpite dal terremoto. Si tratta di 60 volontari modenesi della Protezione Civile, adeguatamente addestrati per salvare dalle rovine pezzi d'arte e manufatti preziosi che il sisma ha travolto e seppellito.

La loro disponibilità è totale e consapevole, perché in grado di svolgere un prezioso lavoro di salvataggio di cose di pregio, in casi di emergenza (allagamenti, incendi, sismi, bombardamenti...). «Abbiamo seguito - dice il coordinatore Gianni Benincasa - un corso professionale che ci consente sicurezza nel maneggiare e trasportare i reperti, grazie agli insegnamenti, durante il corso all'Avis, dell'ingegnere Adalberto Biasiotti, esperto Unesco per la protezione Beni Culturali, che si occupa di progetti di sistema di sicurezza per il patrimonio archeologico del Bacino Mediterraneo, Medio Oriente e Sud-Est Europa. E ora siamo disponibili ad essere impiegati in questa operazione di recupero». L'intervento dovrebbe avvenire soprattutto presso le chiese, cappelle, conventi, «perché i beni dispersi - sostiene Biasiotti che ha addestrato 500 persone (militari, archeologici , civili) anche in Italia (Pompei, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona) - sono per l'80% ecclesiastici, anche se si può trovare qualche dipinto importante in municipi e sedi istituzionali. Fanno gola a scacalli e a gente senza scrupoli anche candelabri antichi, ostensori in oro che vengono fusi per essere messi in commercio. Per intervenire è necessario che si attenui lo sciame sismico e si attenda la messa in sicurezza dei vari siti, nonché il permesso dei vigili del fuoco. Ad Amatrice e in altri luoghi del sisma i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale hanno bisogno di braccia addestrate, intelligenti che Modena può fornire».

I volontari hanno dimostrato di saperci fare anche di fronte ad una quarantina di direttori di musei regionali chiamati, lo scorso anno, dall’Istituto Beni Culturali dell'Emilia Romagna a Palazzo Pio di Carpi, per assistere allo loro “performance” di rinvenimento di quadri, statue, libri e oggetti vari. Una prova di simulazione che metteva in luce il modo con cui si tratta l'oggetto scoperto tra le macerie, come lo si classifica in una scheda e si mette in sicurezza sul campo in un apposito gazebo, prima di trasferirlo in un luogo più sicuro e di affidarlo ad un responsabile di museo. E ai modenesi non mancano le opportune attrezzature offerte dall'amministrazione regionale, per poter intervenire in ogni momento.

E non fa, certamente, difetto l'entusiasmo di portare il loro aiuto. Un entusiasmo che i volontari hanno tramesso pure agli allievi di istituti superiori, come quelli del Guarini che hanno partecipato con grande interesse alle diverse operazioni. «I ragazzi - dice l'esperto Unesco - sono più disponibili di quanto si possa pensare. Bisogna solo stimolarli».

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