L’ex mobilificio Montanini non c’è più: futuro incerto
Pavullo. Abbattuto lo storico fabbricato rosso sulla via Giardini a Sant’Antonio Ora si apre un rebus sulla riqualificazione. C’è l’ipotesi di un ipermercato Famila
PAVULLO. Un pezzo di storia pavullese che se ne va, una lunga pagina commerciale che si chiude per aprirne un’altra. Sono ormai completate a Sant’Antonio le operazioni di abbattimento dell’ex mobilificio Montanini: il lungo fabbricato rosso che ha fornito l’arredo a generazioni è ormai ridotto a una montagna di rottami, e il “buco” paesaggistico balza subito all’occhio a destra della Giardini nel tratto che immediatamente precede la discesa verso Pavullo. Il cantiere si è ufficialmente aperto lo scorso 29 agosto ed è andato avanti a spron battuto, nell’ambito di un programma che prevede di completare la pulizia dell’area entro ottobre.
Operazioni veloci anche perché in realtà della storica sede espositiva ormai era rimasto solo lo scheletro: da circa tre anni infatti, poco dopo la chiusura dell’attività, la proprietà aveva provveduto alla rimozione totale della copertura in eternit, visto il deterioramento. Senza “coperchio” ci pioveva dentro e ormai tutti si aspettavano un giorno o l’altro il via alla fase finale.
«Era il momento di chiudere la situazione, mettendo in sicurezza tutta l’area – sottolinea l’ingegner Rodolfo Biondi, progettista dell’intervento – siamo andati avanti bene, senza problemi, e ultimata la demolizione procederemo al recupero dell’ingente quantitativo di materiale: gli inerti verranno macinati e l’acciaio portato nelle fonderie. Poi si definirà il dopo».
Che è quello che alimenta parecchia curiosità in giro: ci si chiede come si completerà il processo di riqualificazione dell’area su cui il fabbricato si estendeva per quasi 1.500 metri. La destinazione urbanistica è compatibile sia con un’installazione artigianale che commerciale, con la possibilità in questo caso di realizzare una struttura di vendita medio-piccola, anche alimentare. «Non c’è ancora niente di ufficiale – spiega Daniele Iseppi, vicesindaco con delega all’Urbanistica – non sappiamo cosa ci verrà. Al momento registriamo la demolizione di quello che ormai era solo un rudere, con un pesante impatto paesaggistico. Vedremo quali saranno le intenzioni».
Lo stesso committente dei lavori, la società pavullese Siteco, conferma che è ancora presto per sbilanciarsi sul dopo. A livello artigianale, la Vis Hydraulics della famiglia Venturelli ha smentito categoricamente un suo interessamento per l’area. Sul piano commerciale, nel tam tam di voci l’ultima parla della possibile apertura di un supermercato Famila. Staremo a vedere. Di certo c’è tutto l’appeal di un’area situata subito a fianco di un’arteria trafficatissima come la Giardini, con ottima praticabilità e ampia possibilità di parcheggio, tanto che la riqualificazione complessiva dovrebbe prevedere anche un miglioramento della fermata bus.
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