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Nonantola, finti carabinieri truffano l’oste di Bagazzano

di Patrizia Contusci
Nonantola, finti carabinieri truffano l’oste di Bagazzano

A Bagazzano di Nonantola finti carabinieri richiamano a casa Ivan Piccinini, il noto oste della frazione, e si fanno consegnare soldi, sigarette e telecamere per un valore di 6mila euro.  Il trucco utilizzato: far credere che la compagna aveva pagato la spesa con soldi rubati per far scattare un finto sequestro di beni per controlli

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NONANTOLA. Ivan Piccinini, titolare della Osteria di Bagazzano, è stato vittima di una truffa da 6mila euro. Tutto è iniziato intorno alle 12.30 e ad entrare in azione sono stati dei truffatori che si sono spacciati per carabinieri. Erano in simil-divisa alla guida di una autovettura AlfaRomeo di colore grigioverde. Lo storico locale di Piccinini si trova in via Maestra di Bagazzano e ospita trattoria, bar tabacchi e abitazione dove l’oste vive con la compagna, Giovanna Sofi.

Il racconto. «Quando mi allontano per commissioni chiudo il locale perché Giovanna è stata male e non voglio che venga disturbata. La sua telefonata mi ha subito preoccupato - racconta Piccinini - Ero a Nonantola in bicicletta. “Nel bar c’erano i carabinieri”, mi dice passandomi l’interlocutore. L’uomo mi esorta ad andare immediatamente in caserma perché, a suo dire, durante acquisti al supermercato, Giovanna avrebbe pagato con denaro che proveniva da una rapina. Acconsento, chiudo il telefono, faccio per tornare in città per raggiungere i carabinieri ma, pochi secondi dopo l’uomo mi richiama. Mi esorta a tornare a casa, invece, perché le verifiche da espletare erano, a suo dire, anche altre. Ed è quello che ho fatto. Nel piccolo piazzale antistante c’era una AlfaRomeo grigia. Nel mio locale c’era lui, vestito da carabiniere e con una camicia azzurra. Fuori c’era un altro uomo. Ricordo anche un’altra auto posteggiata con due persone, ma non sono sicuro che avessero a fare con gli sconosciuti».

Il finto maresciallo. Il truffatore si presenta come maresciallo. Parla un italiano fluente, è basso, indossa occhiali, ha con sé una radiotrasmittente dalla quale partono imprecisati ordini. Chiede di visionare tutti i soldi della cassa. Quando Piccinini consegna 500 euro lamenta il basso importo. Poi comunica che porterà via anche tutti i cartoni di sigarette e, accortosi delle videocamere, chiede accesso all’abitazione dove con calma smonta l’unità centrale delle medesime. «Appena sono saliti in auto e sono ripartiti ho capito che ero vittima di un reato. Ho telefonato ai carabinieri di Nonantola...».

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