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Pane e salame all’antica per il rilancio della Bassa

Pane e salame all’antica per il rilancio della Bassa

San Felice 1893 presenta i nuovi packaging dell’insaccato che conserva in caveau e il villaggio Rurale di San Biagio lancia la farina del futuro progetto ecosolidale

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SAN FELICE. Pane e salame. Ovvero la tradizione che prova a ritrovarsi, a farsi strada, a ritagliarsi nuovi spazi, vitali anche per la promozione del territorio.

C’è un po’ questo nei due progetti che sono stati presentati alla fiera di San Felice, che si conclude stasera. Da una parte il salame di San Felice, che mette in fila i requisiti essenziali per un prodotto genuino. Dall’altra le farine realizzate con il grano di San Biagio, dove la comunità locale progetta la nascita di un borgo “vivo” dalle rovine del siama.

La storia del salame parte dall’autunno, quando San Felice 1893, Banca Popolare aveva recuperato e dedicato uno spazio, già definito “il Caveau del Salame”, nei sotterranei del Palazzo Ex-Monte di Pietà con volti in muratura a botte dove ora vengono conservati sia il disciplinare della Camera di commercio al quale partecipano i 5 produttori del Salame di San Felice sia un piccolo “tesoro” di salami. In marzo durante la presentazione del libro “Solo Lambrusco” dell’avvocato Giorgio Giusti il “Caveau del Salame” era stato visitato dallo chef Bottura che ha gradito il salame presentato da Antonio Previdi dell’ Osteria Entrà. Così alla fiera la banca ha dedicato il proprio stand al “Caveau del Salame di San Felice” affiancandosi agli stand di due noti produttori locali, F.lli Ratti e Valpa.

In questa occasione il progetto fa un passo avanti: è stata presentata una etichetta ed un packaging dedicato a questo prodotto tipico, in collaborazione con Labirinto.

«L’etichetta - spiega Federico Mazzoli di San Felice 1893 - sviluppa un progetto grafico unitario che riporta le informazioni sul prodotto depositate nel sito della Camera di Commercio, il logo della banca ed elenca i 5 produttori: l’Azienda Agricola Rossi Marco, Valpa di Tassi Dario, F.lli Ratti snc, Soc. Agr. Veronesi e Soc. Agricola Pico-Farm di De Marchi. Il packaging invece è un contenitore a tubo in cartone, termina con un taglio a 45 gradi che simula un salame tagliato il tutto chiuso con un tappo in resina che riporta il logo di prodotto. Questo contenitore lo consideriamo un prototipo destinato all’utilizzo del salame come regalo di fascia alta che svolga anche il ruolo di ambasciatore del prodotto nelle manifestazioni. Come Banca, consideriamo questa iniziativa un segnale di legame con il territorio e la valorizzazione dei prodotti tipici e continuerà ad affiancare sia i produttori che l'amministrazione comunale in ogni progetto futuro».

A pochi metri di distaza c’è l’altro stand, allestito dal “Villaggio Rurale Ecosolidale Don Giorgio Govoni, coop di solidarietà”. Qui vengono venduti biscotti di mais e grano antichi, cucinati dal “Forno primo pane”di Andrea Scannavini «con farine di antica varietà di mais (otto file rosso) e di antico grano tenero emiliano varietà “inallettabile”, quest’ultimo coltivato nel nostro podere di San Biagio», spiega Paolo Campagnoli, vera anima del progetto.

La cooperativa sta infatti cercando di qualificarsi e farsi conoscere, producendo varietà di antico grano emiliano a basso contenuto di glutine (farina di tipo 1 e semintegrale macinata a prietra). «Poi avremo una varietà più moderna chiamata “Bologna” anche questa macinata a pietra e trebbiata con vecchie macchine che non l'hanno snervata», spiega Campagnoli nella promozione.

Il ricavato della vendita sarà pro terremotati: in parte a sostegno del progetto di ricostruzione post sisma del borgo parrocchiale di San Biagio e, in parte, per finanziare un intervento di aiuto all'imprenditoria rurale degli amici ascolani colpiti dal sisma. (ase)

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