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Fascia Ferroviaria, il Comune ci riprova

Fascia Ferroviaria, il Comune ci riprova

Presentato un progetto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere 18 milioni. Il sindaco: «È una sfida»

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Ce la farà il Comune di Modena a convincere la Presidenza del Consiglio dei Ministri per arrivare alla ragguardevole cifra di 18 milioni di euro da destinare agli interventi di recupero di alcune zone degradate della periferia della città, a cominciare da quella fascia ferroviaria tanto discussa?

A giudicare dalla sicurezza ostentata ieri dal sindaco Muzzarelli sembrerebbe di sì. Ma trattandosi di un bando al quale si concorre da tutta Italia, c’è da andarci con i piedi di piombo, soprattutto se ci si fa così affidamento in una zona, quella della fascia ferroviaria appunto, che di progetti ne ha già visti tanti, troppi. E ora vede per lo più scheletri.

Muzzarelli ci prova e, come ha detto, lancia la sua sfida, sperando che non rimanga una promessa. Il Comune di Modena, in accordo con una serie di altri soggetti pubblici e privati, ha candidato per un finanziamento fino a 18 milioni di euro sul cosiddetto Bando periferie, il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città capoluogo lanciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Lo annuncia il sindaco Gian Carlo Muzzarelli sottolineando che il Piano predisposto consente di dare continuità - ma il condizionale sarebbe d’obbligo - a una serie di interventi avviati negli anni scorsi, anche riattivando iniziative che la crisi economica aveva rallentato o bloccato creando così un effetto di edificazione a macchia di leopardo, con vaste zone non completate.

L’obiettivo è quello di ricucire quell’area della fascia ferroviaria con il resto della città e, attraverso azioni integrate e innovative di tipo urbanistico, sociale ed economico, migliorarne anche la sicurezza, come è stato evidenziato illustrando nei giorni scorsi il Piano al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con una particolare attenzione per i progetti di riqualificazione delle strade del quartiere, con il potenziamento dell’illuminazione e l’ampliamento del sistema di videosorveglianza.

Complessivamente sono previsti investimenti per quasi 60 milioni di euro, con 7 milioni del Comune, 12 di altri soggetti pubblici e circa 22 milioni di imprese private. «Condividiamo l’obiettivo del Governo che intende intervenire con decisione nelle aree urbane caratterizzate da marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi – spiega il sindaco Muzzarelli – e contiamo di ottenere le risorse necessarie, i 18 milioni di euro, per completare il Piano efficace e innovativo che abbiamo definito in collaborazione con tanti soggetti, pubblici e privati, per l’area dell’ex Mercato bestiame e della Fascia ferroviaria».

Oltre alla riconnessione dell’area sull’asse nord-sud (con il centro storico), con i lavori sul sistema della mobilità stradale e ciclo pedonale all’insegna della mobilità sostenibile si prevede anche una riconnessione tra la zona del parco Utoya di via Gerosa e quella del parco XXII Aprile inserendo su quell’asse est-ovest interventi residenziali caratterizzati da qualità urbana e servizi di welfare.

Tra i partner del Piano, oltre alla società di trasformazione urbana Cambiamo, sono presenti diversi soggetti istituzionali (Università, Azienda Usl, Istituto nazionale di urbanistica, Forum italiano sicurezza urbana), Rete ferroviaria italiana, Esselunga (che ha in programma la realizzazione di un intervento commerciale nell’area dell’ex Consorzio agrario e si impegna a realizzare interventi sulla mobilità del comparto), le imprese di costruzione Agorà 5 scarl, Insula srl, Cesa costruzioni spa che svilupperanno l’intervento di housing sociale.

Nell’area proprio di fronte all’ingresso di porta Nord della stazione ferroviaria troverà posto la Casa della salute, già in corso di progettazione da parte dell’Azienda Usl (l’investimento complessivo è di oltre 7 milioni di euro), mentre nel complesso dell’R-Nord verrà riqualificata un’area di 600 metri quadri per trasferirvi il servizio di Medicina dello Sport, con studi medici ambulatori specialistici e una palestra idonea anche per utenza con patologie croniche. (d.b.)

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