Gazzetta di Modena

Modena

La cremazione fa boom Il funerale cambia stile

di Valeria Cammarota
La cremazione fa boom Il funerale cambia stile

Il 50% dei carpigiani sceglie un modo alternativo e meno costoso per i propri cari Con 800 euro si acquista anche l’urna, ma si risparmia su ricordini e mortori

3 MINUTI DI LETTURA





Anche il mercato delle Onoranze funebri è cambiato e quella che fino a non molti anni fa era l’opzione diversa di pochi, oggi lo è sempre meno. Dai dati forniti da Sefit (federazione dei servizi funerari italiani), si evince che le cremazioni effettuate in Italia nel corso del 2015 sono cresciute del 16,3% rispetto all’anno precedente (137.165, contro le 117.956 del 2014). In ciò, ha influito considerevolmente il cambio di propensione dei cittadini, per lo più dovuto alla presenza di un maggior numero di impianti sul territorio, alla crisi economica e al mutamento dell’approccio culturale rispetto al rito funebre. Tra le regioni dove la cremazione è più sviluppata, l’Emilia Romagna (13%), seconda solo a Lombardia (26,3%) e Piemonte (15,1%).

Carpi, nel suo piccolo, non è esente dal fenomeno. Nel 2015, su 731 persone decedute (residenti), sono state ben 365 le autorizzazioni alla cremazione rilasciate dal Comune (altre 299 sono state concesse per resti da estumulazione, per un totale di 664): su 15 decessi, circa 8 hanno richiesto la cremazione, dunque il 50 % delle famiglie o dei defunti stessi, nelle proprie richieste precedenti la scomparsa, hanno optato per tale pratica di sepoltura.

Un trend iniziato prima della crisi e un cambiamento culturale in costante aumento, si diceva. Per quanto riguarda il primo fattore, i vantaggi vengono riscontrati sia dai Comuni che, in tal modo, risparmiano spazio e, nel caso di Carpi, fa sì che la struttura del cimitero urbano si mantenga più che sufficiente, negli anni a venire, quanto all’area a disposizione (già oggetto di ampliamento nel recente passato; in futuro, lo spazio sarà più che adeguato e non si dovrà ricorrere a ulteriori estensioni come si è invece reso necessario fare per avere lo spazio necessario a tumulare i defunti), sia da parte dei parenti coinvolti. Questi ultimi possono in tal modo abbassare le spese in maniera considerevole: basti pensare che l’importo necessario a una cremazione, rimasto invariato rispetto al 2015, è di 470 euro e un’urna ha un costo di 300 euro circa. Spesso, poi, le ceneri si possono collocare nella propria abitazione o disperderle, con ulteriore risparmio.

Per tanti oggi è divenuta una pratica normale, una decisione ormai accettata anche dalla Chiesa cattolica, e si abbina a un cambiamento più generale: si celebrano meno funerali tramite le modalità di una volta - che prevedevano il corteo, la banda, eccetera - spesso si soprassiede su necrologi, “ricordini”, esposizione in camera ardente, ringraziamenti e tanto altro, in direzione di una scelta più intima. La perdita di un proprio caro è difficile di per sé, ma quando a questa seguono gravi problemi economici, nel far fronte a una spesa più che necessaria o psicologici, nel porsi innanzi a un lutto, per tanti oggi la cremazione rappresenta la soluzione migliore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google