La dura vita di uno studente di Medicina
Il test di ingresso non è l’unico ostacolo: la severità e il blocco del secondo anno possono scoraggiare
La strada per diventare medico è lunga e presenta una sfida dietro l’altra.
La prima consiste nel test di ingresso unico per i corsi di laurea di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria. Nella mattinata di ieri più di 800 candidati all'Università di Modena e Reggio si sono presentati al Centro servizi didattici di via del Pozzo 71, ma tra loro solo 144 riusciranno ad entrare e ad iniziare un percorso di studi della durata di sei anni. Il test, tuttavia, non è l'unica prova che le matricole dovranno affrontare. Giacomo Franceschi, studente al quinto anno di studi, racconta la vita di un universitario iscritto a Medicina e Chirurgia.
Quando ha affrontato il test di ingresso è riuscito a superarlo subito?
«Fino a qualche anno fa la prova di ammissione non era unica ed io ho passato subito quella di Odontoiatria, mentre quella di Medicina e Chirurgia no, anche se mi interessava di più. Evidentemente ero molto più nervoso ed ho fatto il test peggio. Ho frequentato il primo anno di Odontoiatria, poi l’anno dopo ho ripetuto la prova per Medicina e l’ho passata».
Alcuni studenti hanno abbandonato il corso durante gli anni di studio?
«Sì, ma è difficile stabilire quanti. Il corso tiene più o meno 120-130 persone e di queste una buona parte lo abbandona o cambia università. Mi viene da dire che a lasciare siano 30-40 studenti durante i primi due anni, che sono i più duri. Però al numero delle matricole si aggiunge quello degli studenti che non hanno passato il blocco del secondo anno. Durante quest’ultimo c’è infatti un esame, Fisiologia II, che se non viene superato entro l’ultimo appello valido non permette di frequentare le lezioni del terzo anno. Rappresenta uno dei momenti più critici e molti di quelli che non passano questo blocco abbandonano il corso. Tuttavia, questa severità ha un suo perché: dal terzo anno gli studenti iniziano a frequentare i reparti e devono essere preparati».
Ha qualcosa da dire alle future matricole?
Da una parte mi viene da dire “non sanno a cosa sono andate incontro”. Dall’altra, invece, se c’è passione e se le materie piacciono il più è fatto. Altre cose purtroppo sono un po’ carenti, come certi aspetti dell’organizzazione o alcuni professori non proprio bravissimi...
Eleonora Degoli
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