Pacco bomba contro il Cie Arrestati sette anarchici
Nel 2005 Daniele Giovanardi della Misericordia ricevette un plico con esplosivo Per questo e altri episodi identici è accusato un gruppo di torinesi ora in carcere
MODENA- Sette persone appartenenti alla Federazione Anarchica Informale (Fai) sono state arrestate ieri mattina su ordine della Procura di Torino, altri otto sono indagati, a tutti è contestato il reato di associazione finalizzata al terrorismo. Trenta gli anarchici sottoposti a perquisizione. Nessuno di loro è modenese, ma l’indagine porta nella nostra città. Tra i vari attentati attribuiti agli indagati (di una organizzazione differente dalla storica Fai ce n’è infatti uno che fece scalpore a Modena. È il pacco bomba recapitato al dottor Daniele Giovanardi, il medico gemello del senatore Carlo Giovanardi, quando questi era presidente della Misericordia, l’associazione che gestiva il Cie di Modena.
Era il 24 maggio 2005. Quel giorno il postino consegnò in sede un pacco contenente un libro, ma il libro era in realtà cavo e conteneva bulloni e polvere pirica collegati da un circuito elettrico. Poteva esplodere. Anzi, secondo la Procura era uno di quegli ordini che volevano uccidere il destinatario. Come quelli recapitati lo stesso giorno a al Questore pro-tempore di Lecce (Giorgio Manari) ed al Comando della polizia municipale di Torino. Tutti pacchi bomba rivendicati dalla cellula denominata “Narodnaja Volja - Fai”. Altre iniziative riconducibili alla Fai non sono state attribuite formalmente agli indagati: è il caso del pacco-bomba del 2003 a Romano Prodi, del plico esplosivo nell'aprile del 2013 al quotidiano La Stampa, dell'attentato del gennaio 2016 al tribunale di Civitavecchia.
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Dopo 11 anni, ora gli investigatori della Digos arrivano a capo del mistero di queste e altre bombe: sono state tutte spedite da Torino. Gli autori identificati dalla Procura sono tutti personaggi noti dell’area insurrezionalista anarchica torinese (due di loro sono già in carcere per aver sparato alle gambe a un dirigente Ansaldo). Per avere certezza del coinvolgimento di questo gruppo (e anche dell’estraneità di elementi locali, come nel caso modenese) è stato necessario analizzare attentamente numeroso materiale politico sequestrato a membri del Fai. La ricostruzione della Digos inchioderebbe i sette. Daniele Giovanardi era stato preso di mira in un periodo di aspre polemiche sul Cie di Modena, una struttura che gli anarchici hanno sempre definito un lager per gli immigrati. Dal canto suo l’arrivo del pacco bomba fu rivelato dallo stesso Giovanardi solo giorni dopo l’arrivo. «La campagna di odio e intimidazione di gruppi che usano un linguaggio eversivo continua indisturbata - disse Carlo Giovanardi - come se in un recente passato la sede della Misericordia non fosse stata devastata da un’irruzione di estremisti e mio fratello insultato e minacciato da un volantino».
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