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Test di Medicina a Modena: camice bianco, un sogno per ottocento

di Maria Elena Mele
Test di Medicina a Modena: camice bianco, un sogno per ottocento

In ottocento alla prova di ammissione alla facoltà. Tra i ragazzi in attesa di sostenere la prova nell'aula magna del Policlinico. La professione di medico è ancora molto ambita. In tanti sono al secondo tentativo: «È una lotta da “tutti contro tutti”»

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MODENA. Sorrisi e abbracci sciogli tensione; ultima sbirciatina al libro per un ripasso generale, messaggi al cellulare e un'occhiata veloce all'orologio. Al Centro Servizi Didattici del Policlinico di Modena è di scena il test di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia ed in Odontoiatria e Protesi dentaria dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

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Alle 8.30, poco prima della registrazione, all'esterno della struttura di via del Pozzo si percepisce tutta l'apprensione, vissuta in modo diverso, dei 794 candidati che si sono presentati alla prova, numero inferiore rispetto agli iscritti (ne erano previsti 861). 144 i posti messi a disposizione dall'Università, 16 dei quali riservati a stranieri che non soggiornano in Italia. La possibilità è minima 1 su 6 ce la fa e per farcela bisogna attraversare la porta stretta: dal nome test. Per partecipare alla selezione i candidati sono arrivati da tutta Italia: da Vibo Valentia a Bergamo. Da Lecce a Belluno. Da Palermo a Nuoro anche se a farla da padrone sono state le province di Modena e Reggio Emilia. Tra i dati statistici diffusi dall'Ateneo cittadino emerge che due candidati su tre sono del gentil sesso. La prova è considerata, da sempre, la più difficile. Lo sanno bene i candidati anche per questo c'è chi si è preparato tutta l'estate per essere pronto al rush finale. «Medicina è la mia prima scelta, spiega Valentina Zoboli di Modena, ho studiato molto e spero che la prova vada bene».

Lo stesso augurio che si fa Alberto, di Castelnuovo Rangone, «conto di fare una buona performance, sostiene prima di raggiungere l'aula, è la prima volta che ci provo e spero di fare molto bene. Ho una aspettativa medio-alta». Una fiducia condivisa da tanti. «Non so come andrà, spero bene» sono le parole pronunciate da Marcello Lombardi di Toano, comune del reggiano, mentre con lo sguardo cerca gli amici di avventura. Il test prevede 60 domande da rispondere in 100 minuti: la cosiddetta lotteria della vita per un lavoro, quello del medico, che mantiene comunque il suo appeal: l'aumento di domande di quest'anno è stato superiore del 25% rispetto al 2015, fanno sapere dall'Università di Modena e Reggio Emilia. «Sarà un test molto duro» dice Pooya Toushehkhah, studente di origini iraniane che desidera, in futuro, di diventare chirurgo. Poche parole le sue per non distogliere l'attenzione e la concentrazione su altro. «Sarà una lotta contro tutti, dichiara Luca Gingi, di Sassuolo, ma ce la metterò tutta per superare il test anche perché, confessa, il mio sogno sin da bambino è fare l'odontoiatra». Dalla tenacia alla indecisione il salto è minimo. «Sono abbastanza confusa, racconta Giulia Ludovica Casolari, di Modena, sto facendo diversi test e poi ci penserò». Ad attirare i candidati anche la passione per la professione che spinge a ritentare il test. «È la seconda volta che ci provo, mi piace la facoltà e ho voglia di mettermi in gioco» racconta Filippo che, al pari di altri suoi colleghi, gioca in casa. Sono di Vasto e Cupello, in provincia di Chieti, Francesco Gallavresi e Giuseppe Capitoli: «Abbiamo scelto Modena per due motivi, ha spiegato Giuseppe, perché c'è un buon livello e, il secondo, perché non è una grande città come possono essere Ancona o Bologna. Anche per questo se non superiamo il test di Medicina ci iscriviamo al corso di Biologia e poi ci riproviamo il prossimo anno». Tradizionalmente medici e dentisti sono considerate professioni ambite e, da sempre, i corsi nonostante i sei anni di studio continuano a registrare un aumento delle iscrizioni. «Abbiamo lavorato duramente per far funzionare tutto al meglio» fa sapere il preside di Medicina, Giovanni Pellacani, che si è detto molto soddisfatto per l'incremento delle domande rispetto allo scorso anno.

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