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Unioni Civili, Finale cancella il documento incriminato

Unioni Civili, Finale cancella il documento incriminato

Il Comune di Finale, travolto dalle polemiche per il documento che censura le unioni civili, è corso ai ripari, sostituendolo sul proprio sito internet. Spariscono così il diniego allo scambio delle...

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Il Comune di Finale, travolto dalle polemiche per il documento che censura le unioni civili, è corso ai ripari, sostituendolo sul proprio sito internet. Spariscono così il diniego allo scambio delle fedi e la cerimonia senza pubblico. Una mossa che sta stemperando le polemiche. «Ho sentito il sindaco Palazzi - dice Alberto Bignardi, presidente di Arcigay - Posso dire che la questione si è risolta positivamente. Mi ha ribadito che, nonostante sia un fervente credente, “io sono il sindaco di tutti e quindi per me si applica la legge”. Gli ho chiesto se avrebbe fatto di tutto per evitare discriminazioni e lui mi ha risposto di sì, indipendentemente dal suo credo e che sia a favore o contro la legge. Lo controlleremo, se così non fosse applicheremo la protesta che stiamo organizzando che era quella di “un finocchio per Finale” e che consisteva nel mandare dei finocchi al Comune. Da quello che ho capito è stato davvero l’errore materiale di un suo ufficio».

«Parlamentari del Pd e Associazioni gay - accusa il senatore Carlo Giovanardi - tentano di intimidire i sindaci, come nel caso di Finale, con minacce di denunce penali se non parificheranno la celebrazione delle unioni civili a quelle del matrimonio fra un uomo ed una donna come ricordato anche dal presidente del Senato, Grasso, richiamando sentenze della Corte Costituzionale. È evidente pertanto che il sindaco Sandro Palazzi intende applicare scrupolosamente la legge in vigore mentre l’onorevole Pini e le associazioni gay fondamentaliste la vogliono forzare cancellando di fatto le disposizioni dell’art. 29 della Costituzione».

Stupiscono le dichiarazioni del sindaco Palazzi - accusa Sel - che risponde alle ovvie critiche nascondendosi dietro ai tecnici e parlando di vuoto normativo. Siamo certi che tali affermazioni non siano figlie di un ragionamento giuridico compiuto, ma piuttosto della pusillanimità di chi non sa assumersi la responsabilità di una scelta sciagurata».

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