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La stangata dei revisori ai “comunali”

La stangata dei revisori ai “comunali”

Finale. Approvato il bilancio commissariato: restano 535mila euro dei 9 milioni promessi. Dura critica ai funzionari

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FINALE. Carenza dei controlli interni, struttura organizzativa da riorganizzare, mancanza di coordinamento tra gli uffici comunali, scarsa trasparenza, anomalie varie, valutare l’idonenità dei funzionari responsabili dei vari servizi: la fotografia fornita dai Revisori dei Conti sullo stato del Comune è implacabile. Di fatto si evidenzia una situazione piuttosto critica, che già era emersa dalla relazione dei tre commissari prefettizi inviati in municipio nel 2014 e che avevano evidenziato criticità evidenti su legalità e trasparenza nella macchina burocratica. I Revisori picchiano duro, ma alla fine danno parere positivo al bilancio consuntivo 2015, quello commissariato dopo che la nuova Giunta-Ferioli, già azzoppata dalle dimissioni dei vecchi assessori, non aveva voluto approvare, aprendo di fatto all’arrivo del commissario ad acta (Valerio Zambelli) inviato dal prefetto di Modena. Quello stesso bilancio che la precedente opposizione - ora maggioranza - ha dovuto approvare per evitare la caduta del Governo-Palazzi. Voto favorevole anche dal consigliere di minoranza, ex di maggioranza, Andrea Ratti, mentre tra i consiglieri che sostengono Palazzi si è assistito a due “strane” scelte: Remo Tralli, non trovando corrispondenza tra i numeri illustrati dalla Ragioniera Capo, Cinzia Baravelli, non ha preso parte alla votazione. Il presidente del Consiglio, Maurizio Boetti, pur facendo votare il bilancio dal suo gruppo della Lega Nord, si è invece astenuto: «Non approvo il bilancio - ha detto ricordando le tante critiche sollevate in passato - Non vedo perché moralmente io debba appoggiare un bilancio costruito da un’amministrazione che non è la mia».

Ma entrando nel dettaglio del consuntivo 2015, si scopre che dei 9 milioni di euro annunciati come potenzialmente utilizzabili - il centrosinistra aveva ripetuto il mantra anche in campagna elettorale - ne restano appena 535mila euro, che i Revisori hanno suggerito - o meglio imposto - finiscano per ridurre i mutui. Di fatto il voto di martedì non cambia i margini di manovra dell’amministrazione e, anzi, aggiunge ulteriori problemi gestionali a partire proprio dagli incarichi dei funzionari municipali. Tra le situazioni critiche emergono anche 154mila euro di debiti “fuori bilancio”, soldi spesi senza essere iscritti nei documenti - ma saranno di più quando si concluderanno le verifiche - e la mancanza della “cassa dell’economo” che dal gennaio 2015 non è più gestita da alcun dipendente in quanto ci sono “discordanze tra il conto della gestione e la giacenza effettiva” del denaro. Che dire poi dei 500mila euro di Tari non incassata o dei mancati introiti da 400mila euro degli oneri di urbanizzazione? Per dirla alla Stefano Lugli “sembra che il Comune non si vada a prendere i suoi soldi”. A ciò si aggiungono 1,4 milioni vincolati alle cause legali in corso - in gran parte legate all’Ufficio Lavori Pubblici - e il 50% dello stipendio accantonato per Giulio Gerrini, ancora in sospensione facoltativa in attesa di chiedere l’eventuale reintegro. (f.d.)

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