Ancora dubbi di Fiom sul futuro di Maserati: «Solo cassintegrati»
«Nessun incontro sui progetti e la “cassa” resta massiccia» Regione e Comune replicano: «Non c’è crisi aziendale»
Il sindacato Fiom Cgil di Modena rinnova l’allarme con i propri dubbi e le incertezze sul futuro dello stabilimento modenese di Maserati e sottolinea che per ora l’unica certezza è la cassa integrazione sempre consistente. «Nonostante la riunione tra le parti di luglio - dice Fiom Cgil - avesse diffuso un certo ottimismo, tra alcuni sindacati e le istituzioni, sul mantenimento della produzione del Tridente in città, al momento non sono in calendario incontri con la direzione Maserati e la cassa integrazione continua a essere utilizzata in modo massiccio».
Sono nove i giorni di cassa integrazione anche per settembre, soprattutto per i lavoratori delle linee dell'Alfa 4C: e questo nonostante il trasferimento di una cinquantina di lavoratori dal Tridente (sette definitivi in altri stabilimenti del gruppo, altri 40 in distacco a Ferrari Auto). Si dava per certo che da gennaio 2017 si sarebbe continuato a produrre a Modena con il restyling dei prodotti esistenti (Gran Cabrio e Granturismo), ma per Fiom non si può stare tranquilli. I sindacalisti Cesare Pizzolla e Simone Selmi lanciano l'allarme e ricordano che «la Uilm-Uil, nella persona di Gianluca Ficco, si era addirittura incaricata di parlare a nome di Maserati affermando a mezzo stampa, il 28 luglio scorso, che la direzione Maserati sarebbe venuta a Modena, a fine agosto-inizio settembre, per illustrare le soluzioni industriali utili a gestire la continuità di Maserati. C'è la necessità urgente di passare dalla voci di corridoio ad incontri ufficiali da parte di Maserati sul Piano industriale che diano garanzie della continuità della produzione a Modena, in quanto qualsiasi soluzione momentanea (come i trasferimenti e la cassa integrazione) se non inserita in un piano generale di rilancio, non lascia tranquilli i lavoratori che stanno pagando un prezzo alto per queste scelte. Chiediamo di attivare un tavolo ufficiale dove Maserati venga a illustrare a sindacati e istituzioni il Piano industriale che garantisca almeno i livelli occupazionali attuali».
Ma le istituzioni respingono la richiesta della Fiom. «Ci stiamo confrontando con i vertici del Tridente per discutere delle strategie future dell'azienda per garantire la produzione nel sito di Modena. I tavoli istituzionali di salvaguardia dell’occupazione si chiedono, e vengono realizzati, quando si è di fronte a crisi aziendali. E questo oggi non corrisponde alla situazione della Maserati», è la replica dell’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi e del sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli.
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