Caos-cattedre, il baratto ultima spiaggia
Corsa contro il tempo per trovare i docenti. Si prevedono tanti professori provvisori o in attesa di scambiarsi il posto
«Il Provveditorato lavora senza tregua, ma non basterà». La campanella scolastica suonerà tra una settimana e i problemi sono ancora tutti sul tappeto, come stiamo raccontando oramai da qualche settimana. Ad esempio, alcuni collegi dei docenti sono già stati rinviati causa assenza degli insegnanti stessi. «L’ultima novità è che le assegnazioni provvisorie saranno elaborate a anno iniziato - garantisce Mara Mellace, segretaria della Flc-Cgil di Modena che ci ha sin qui aggiornato sull’evoluzione - per cui la prospettiva che la mobilità verrà fatta dopo il 15 settembre non c’incoraggia». Il perché è facilmente comprensibile. Un insegnante può iniziare le lezioni in un istituto di una città e ritrovarsi una settimana, un mese dopo in un'altra scuola e in un altro centro. Magari in un’altra regione, come già sta accadendo. «Il provveditorato sta lavorando giorno e notte, senza tregua, per far sì che tutto cominci in modo regolare - riconosce la sindacalista - ma se i movimenti sono pubblicati troppo tardi slitta la presa d’incarico». In tutto ciò, il ministero dell’Istruzione non sta fornendo risposte soddisfacenti per le sigle sindacali. «Le conciliazioni dovrebbero essere terminate - aggiunge Mellace - ma il ministero non le ritiene necessarie per le secondarie di secondo grado. Eppure, abbiamo simulazioni di chi ne avrebbe bisogno e non ha potuto conciliare».
Il baratto delle cattedre? «Ancora non si sa niente - risponde l’intervistata - non lo sa nessuno. È tutto in fase di definizione. Gli insegnanti saranno costretti a iniziare l’anno scolastico in sedi che al 99% non saranno le proprie. Ci saranno poi una serie di problemi collaterali. Come vigili sullo scambio di posti? Sembra una pezza a cui hanno pensato per evitare un esodo di massa forzato. Tuttavia, come soluzione è poco trasparente». La chiamata diretta dei presidi ha già portato a polemiche su domande “strane” dei dirigenti scolastici, quali l’intenzione di avere figli. «I docenti non ci hanno detto dove è capitato - spiega Mellace - però dopo la presa di servizio non ci risultano problemi, se non concettualmente. La Cgil continuerà a contrastarla con tutte le forze disponibili».
Gabriele Farina
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