Confagricoltura Modena: chiesto processo per due direttori
Udienza davanti al gip per i dirigenti locali di Confagricoltura Modena Bolognesi e Caselli e per l’associazione. L’accusa è di aver truffato lo Stato con false assunzioni alle Giornate Agricole per tre edizioni consecutive
MODENA. L’accusa è di truffa ai danni dello Stato. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda due direttori generali: Pier Luigi Bolognesi, a capo di Confagricoltura Modena fino all’aprile 2013, e per il suo successore Maria Luisa Caselli, attualmente in carica. Chiesto il processo anche per la sezione di Modena della Confagricoltura (tutti e tre difesi dall’avvocato Giulio Garuti). Infine, per Eugenia Bergamaschi, attuale presente e legale rappresentante, indagata e ora scagionata, è stata chiesta l’archiviazione.
L’udienza è stata fissata al 17 ottobre davanti al giudice delle indagini preliminari e riguarda uno dei casi finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura e della guardia di finanza per alcune gestioni non chiare presso la Confagricoltura di Modena.
Il filone che finirà davanti al gip riguarda quarantamila euro di finanziamenti pubblici, italiani e della Ue, incassati illegalmente con un gioco di licenziamenti e assunzioni a termine per dipendenti licenziati, ri-assunti e trasformati in CoCoPro.
L’indagine riguardava i contributi corrisposti dalla Camera di Commercio per organizzare tre edizioni delle Giornate agricole modenesi - 2009-10, 2011-12 e 2013-14 - ciclo di incontri biennale che serve ad aggiornare gli agricoltori su novità e normative. I finanziamenti non servivano solo a organizzare le Giornate e alla loro logistica, ma anche a finanziare personale che per legge doveva esse riutilizzato esclusivamente per le iniziative in programma. Secondo le “fiamme gialle” e il pm Natalini e la finanza, invece, alle Giornate il personale assunto era in realtà lo stesso personale dipendente dell’associazione che per l’occasione veniva licenziato e subito dopo riassunto con contratto di collaborazione a progetto (CoCoPro). Serviva a farli figurare come neo-dipendenti utilizzati solo alle Giornate per godere dei finanziamenti concessi. In realtà, continuavano a svolgere le stesse mansioni di sempre.
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