Formigine, Di Maio alla piazza dei grillini: «Non molleremo»
L'esponente pentastellato su Roma, governo e referendum davanti ai simpatizzanti del M5S venuti in bici anche da Modena: «Dateci la vostra fiducia e riusciremo a cambiare il Paese». L'incontro ha riempito la piazza di Formigine
FORMIGINE. «Non abbiamo mai pensato di mollare e non molleremo. E' un lungo percorso, vogliamo la vostra fiducia per arrivare a governare e cambiare questo Paese». Petto in fuori, lontano da Roma e dalle polemiche degli ultimi giorni, Luigi Di Maio ha affrontato il bagno di folla a Formigine, al Caffè dell'Orologio dove era stato preparato un “aperitivo per la Costituzione”, rilanciando e godendosi l'abbraccio di diverse centinaia di persone.
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Accolto fra gli applausi, seguito come ombre dai consiglieri comunali locali, Di Maio si è prima fermato a parlare con i cronisti per liquidare la questione Roma: «Stanno usando la capitale per cercare di affossare me e il movimento. È un attacco mediatico spropositato, ma non ci fermeranno, abbiamo in mente il governo e il paese. Siamo uniti e non ci interessano le illazioni sulle lotte interne. Forze politiche che si fermano a parlare di queste cose invece che dei problemi della gente sono già morte».
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A scaldare la piazza ci pensa Michele Dell'Orco, il deputato di casa, che ricorda a Muzzarelli, Errani e Bonaccini il “Modello Emilia” sulla ricostruzione legandolo alle infiltrazioni mafiose; dopo di lui Vittorio Ferraresi entra nel tema Costituzione: «Non la stanno cambiando per la vostra libertà ma per consolidare il loro potere». Carlo Sibilia offre spazio a una anziana formiginese, Ave Fontana che si è presentata in piazza con una borsa realizzata da lei con la scritta “Io dico no”: «Non tutti hanno Facebook, spiega Ave – e quindi mi sono fatta questa borsa e oggi ho girato tutti i supermercati portandola e offrendo spiegazioni a chi me le chiedeva. Ho avuto problemi di deambulazione, non volevo più muovermi, ma questi ragazzi mi hanno ridato la voglia, sono bravissimi».
Infine Di Maio, accolto da applausi e da tanti “non mollare”, “mandali a casa”, slogan ricorrenti agli eventi a 5 Stelle: «Abbiamo il Pil fermo, il jobs act che è appena stato dichiarato fallito dal ministro che l'ha ideato, ma la prima notizia dei giornali è Roma. La usano come un manganello per colpire noi e coprire tutto quello che stanno facendo. So che questo è solo l'inizio, che ci scateneranno contro molto di più. Noi siamo umani, sbagliamo e se capita chiediamo scusa e ripartiamo senza mollare mai. Con il no resettiamo il sistema e facciamo saltare tutto, è il loro ultimo arrembaggio, tutti uniti per mano a conservare i poteri che hanno ottenuto senza alcun merito. Votiamo no e poi torniamo alle elezioni e mandiamoli a casa». (g.b.)
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