«Lontana dalle figlie e non mi lasciano avvicinare a casa»
«Vorrei vedere i ministri nella mia situazione!». Ermelinda Senettone è una maestra che lavora a Modena. Dopo tanti anni di precariato ha ricevuto un incarico di ruolo. Un anno da maestra “come si...
«Vorrei vedere i ministri nella mia situazione!». Ermelinda Senettone è una maestra che lavora a Modena. Dopo tanti anni di precariato ha ricevuto un incarico di ruolo. Un anno da maestra “come si deve”, poi una porta che sembra spalancarsi: il ritorno a casa. Uno spiraglio, tuttavia, che al momento sembra ancora un miraggio. «Ho marito e due figlie in Sicilia - spiega Ermelinda - dopo nove anni di precariato e uno di ruolo ho chiesto il trasferimento nella mia provincia: non mi è stato concesso. Perché? Non mi hanno dato nessun motivo».
Eppure, la richiesta era esplicita e anche sensata. Forse persino il complicato algoritmo della mobilità avrebbe potuto comprendere le esigenze di una mamma fuori sede. «Ho specificato nella richiesta “ricongiunzione alla famiglia” - aggiunge l’insegnante di scuola primaria - perché praticamente le mie figlie sono cresciute da sole.
Quando sono andata via avevano undici e nove anni. La più grande ha accettato la distanza; per la più piccola, invece, non è facile».
Come si spiega a una ragazzina allora in terza elementare e ormai alle soglie dell’università quanto ha passato la madre? Sono equilibri difficili da gestire e nella vita non sempre è disponibile il tasto “reset” come nei computer, sempre più al centro della scuola. «Sto pagando le conseguenze di questi anni - riprende Ermelinda - e non riesco a capire il motivo per cui, dopo dieci anni, devo stare ancora lontano dalla mia famiglia. I ministri questo dovrebbero capirlo. Vorrei vedere loro nella nostra situazione! Loro di questi problemi non ne hanno sicuro!».
Per dieci anni è stata disponibile alle esigenze dei presidi modenesi. Ha insegnato italiano, storia, geografia, musica, immagine nelle primarie della città. La chiamata diretta dei dirigenti può sembrare lontana, come il “baratto delle cattedre”. Un’ipotesi a lei dapprima sconosciuta e che ha provocato un insieme di speranza e scetticismo.
«Come funzionerà? Saranno gli insegnanti a scegliere? Quando potrà partire?», alcune delle domande presentate dalla maestra. Le risposte? Dovrà essere il ministero dell’Istruzione a darle. «Ho chiesto l’assegnazione provvisoria - garantisce Ermelinda - ma sembra che non la daranno neanche. Eppure, penso che sia mio diritto lavorare nella mia terra».
Dalla sua terra provengono anche Ficarra e Picone, di cui conserva una foto. Il duo comico palermitano ha portato situazioni comiche, se non al limite del paradosso, nei teatri e nei cinema. La situazione delle scuole sembra aver i contorni di un loro film. C’è però una differenza: è la realtà. (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
