«Aimag, il futuro passi per un referendum»
«L’azienda va bene e devono essere i cittadini a decidere anche con sondaggio» «Il Pd è diviso e Hera non è un matrimonio obbligatorio». «Percorso partecipato»
Un referendum o, qualora non fosse possibile, un sondaggio per conoscere la volontà dei cittadini e anche riappropriarsi, perché no, delle quote Aimag che nel 2008 furono vendute a Hera. Ripresa l’attività politica dopo il periodo estivo, sono ancora questi gli obiettivi che Forza Italia persegue con determinazione. «Aimag, nel 2015, ha raggiunto 10 milioni 671 mila euro di utile: il Comune di Carpi ne ha percepito un ritorno di dividendo del 20,47%, Mirandola del 7,39%, in base alle rispettive partecipazioni. L’Ebitda (indicatore della capacità di un’azienda di generare reddito) di Hera è del 19,7%, quello di Aimag del 23,33%. Non bisogna vendere. Assolutamente. Perché dismettere la partecipazione in Aimag? Per fare cassa»: è un affondo duro, quello che Giorgio Cavazzoli, vice coordinatore provinciale di Forza Italia e presidente del gruppo di Carpi, ha sferrato ieri, nel corso di una conferenza indetta per fare il punto della situazione e delineare le prospettive future. «Il percorso fatto dall’Amministrazione fino ad ora è stato trasparente per quanto riguarda gli aspetti istituzionali – afferma il consigliere comunale Roberto Benatti – altra cosa è, invece, capire cosa succede all’interno del Pd, dove una parte di esso è d’accordo nel confluire in Hera, un’altra individua strade differenti. Non è ancora stata fatta alcuna scelta: si attendeva che il Decreto Madia (il Testo Unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale che ha, tra gli obiettivi a breve termine, “la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità”, ndr) diventasse legge. Ovvio che il Pd abbia temporeggiato: vediamo cosa farà ora». L’Amministrazione sta cercando di trovare il modo per facilitare il percorso tramite il quale indire un referendum. «Stranamente – sottoline Benatti – forse cova i medesimi intenti del 2008: non raggiungere il quorum, confermare la propria convinzione che alle persone l’argomento non interessi, dunque accelerare il percorso di fusione. Vogliamo cambiare le regole: azzerare o, quantomeno, abbassare il quorum, rendendone vincolante il risultato. Se non sarà possibile, proponiamo un sondaggio, non solo sulla fusione, ma anche sull’indice di gradimento sui servizi di Aimag». Certo quest’ultimo punto, al momento, potrebbe rendere negativo il responso cittadino, di cui si avverte il malcontento riguardo la raccolta differenziata, ma “questa è la democrazia”, ha precisato Benatti, “e l’alternativa all’effetto traino di questo clima di scontentezza sarebbe l’inceneritore: rendiamo edotti i cittadini e ascoltiamoli».
Antonio Platis, capogruppo FI di Mirandola ha, dunque, specificato come Aimag sia «il frutto del patrimonio investito dai cittadini. Altri Comuni entrati in Hera hanno perso il contatto col territorio. Vogliamo un percorso partecipato: non si può decidere nelle segrete stanze».
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