Costruiscono solo le ceramiche
Settore residenziale e commerciale fermo, su solo le industrie
Gli investimenti edilizi sul territorio del Comune sembrano essere, in un momento di crisi nazionale per il settore immobiliare, prerogativa quasi assoluta delle industrie ceramiche, che dopo la pesante crisi, danno evidenti segni di ripresa. Il dato, che emerge dal numero dei permessi di costruire rilasciati dal Comune da marzo ad oggi, offre due importanti e contrastanti spunti di riflessione: da un lato emerge infatti la perdurante stagnazione del mercato immobiliare residenziale e commerciale, che, seppur in lieve ripresa, anche in città continua ad arrancare; dall’altro l’evidente vitalità del settore ceramico, che continua ad investire sia sulla tecnologia produttiva sia sulle strutture (spesso da abbellire e adattare a nuovi usi ed esigenze) e sul rinnovamento di sedi e capannoni. Degli 8 permessi rilasciati, infatti, ben cinque riguardano ampliamenti e modifiche ai capannoni del gruppo Marazzi, mentre uno si riferisce ad opere di urbanizzazione primaria effettuate dal gruppo ceramico Fincibec. I permessi rilasciati confermano la propensione agli investimenti del settore delle piastrelle, che fa ben sperare per il futuro, e che è emersa anche dai dati rilasciati da Confindustria Ceramica, che testimoniano, nel solo 2015, investimenti per 351 milioni di euro, pari a quasi il 7% dell’intero fatturato del settore. Soltanto due, invece, i permessi di costruire non legati al mondo dell’industria rilasciati dal Comune: uno per la realizzazione di una fabbricato residenziale con cinque unità immobiliari e uno per la costruzione di quattro box per cavalli. (a.g.)
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