Il nocino modenese di Italo Pedroni strappa l’Oro a Bruxelles
Massimo premio internazionale per i liquori all’infuso dell’oste di Rubbiara. Nel 2009 vinse con la grappa. «La ricetta? Segreta, nel solco della tradizione»
MODENA. Un lungo procedimento per arrivare al gradino più alto del podio. È la storia del nocino prodotto a Rubbiara di Nonantola. Italo Pedroni ha ricevuto, infatti, negli scorsi giorni il massimo riconoscimento per il nocino di sua produzione: la medaglia d'oro.
La telefonata. «Mi hanno avvertito del premio con una telefonata - ha esordito Pedroni - ora ci sarà da andare a ritirare il premio a Bruxelles». Il concorso, che ha selezionato il migliore nocino a livello mondiale, si è tenuto alla Spirits Selection del "Concours Mondial de Bruxelles 2016". La gara è l'appuntamento internazionale di riferimento per i superalcolici provenienti da tutto il mondo.
Bottiglie pregiate. La storia di queste pregiate bottiglie inizia qualche anno fa. A giugno 2009 le noci vengono tagliate ancora verdi. Rimangono in infusione fino a dicembre dell'anno dopo e solo a marzo 2015 c'è la trasformazione in liquore. Gli ingredienti sono pochi, come si può leggere sull'etichetta: infuso di mallo di noci verdi, zucchero, alcool, acqua e aromi naturali. Cosa lo rende il migliore al mondo? «È prodotto secondo tradizione - ha risposto Italo Pedroni - ed è, inoltre, importante raccogliere noci piccole. Quelle grandi contengono molto più acqua. Altro elemento fondamentale sono le botti: rigorosamente in acciaio. Il legno è utilizzato per altri alcolici, come la grappa per esempio».
Ma non si sbottona. A parte queste linee generali il produttore non si sbottona sul segreto del nocino che produce. Le ricette vincenti si tramandano di generazione in generazione in grande segretezza. Secondo il produttore alcuni elementi su cui non si può scherzare sono proprio «la tradizione e la qualità delle materie prime». Materie prime che rientrano anche nella preparazione delle pietanze servite all'osteria.
L'oste di Nonantola. Pedroni è, infatti, conosciuto anche come l'oste del locale di Nonantola, l'osteria di Rubbiara, appunto. Il locale era in origine un convento. Nel 1862 subentra la famiglia Pedroni. Dallo scorso gennaio è subentrato il figlio a prendere le redini del locale, come oste. Pregiato, anche in questo caso, fa rima con limitato.
«La produzione della partita di nocino “d'oro” è limitata - ha ricordato Pedroni - solo 1950 bottiglie. Già nel 2012 sempre per lo stesso liquore avevo ricevuto l'argento». Lo storico oste, infatti, non è nuovo a premi e riconoscimenti internazionali. Appese alle pareti dell'osteria si possono scorgere decine di medaglie. «Sono appese, però, solo quelle d'oro e d'argento - ha scherzato l'uomo - il bronzo lo tengo in cantina». Non solo il nocino prodotto da Pedroni è sinonimo di alta qualità. «Due medaglie d'oro le ho ricevute anche per la grappa - ha precisato l'intervistato - e poi tante altre per il vino, l'aceto balsamico e la cucina».
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