Migranti, a Modena l’emergenza è anche nei pagamenti
La cooperativa Caleidos non viene retribuita dallo Stato ormai da aprile-maggio. Ogni settimana arrivano nuovi gruppi: «Vanno in albergo, poi in appartamenti»
MODENA. Situazione accoglienza migranti a Modena? Un pochino “stressante”. Vediamo. La cooperativa Caleidos, in pratica il solo grande referente in questo settore per la città e la provincia, affiancata solo di recente dall’altra cooperativa L’Angolo, non viene pagata dallo Stato da aprile-maggio.
Non c’è programmazione né certezza sui nuovi arrivi. Il giorno prima arriva un avviso: “domani ci sono quattro, cinque persone per voi” e quindi dal giorno dopo si deve operare in quel senso. A Bologna ci sono circa 750 nuovi arrivati che verranno presto distribuiti ed è facile prevedere che a Modena, dove erano stati lanciati appelli a Roma affinché fossero riviste le quote e si provvedesse ad una equa distribuzione, ne arriveranno parecchi. Quanti? Si vocifera dai cento ai duecento, del domani non c’è certezza. Ma è sicuro che non approderanno tutti insieme e in un colpo solo. D’altra parte è così che accade ormai da mesi, senza sosta: alcuni invii durante la settimana, a volte uno solo, a volte sono due, di gruppi di quattro o sei persone. Con un preavviso di mezza giornata. E ovviamente non c’è subito l’appartamento pronto, sempre che si riesca a trovarlo: bisogna sistemare gli arredi, effettuare gli allacciamenti...
In attesa che ciò venga predisposto, e ci vuole una settimana, dieci giorni, il gruppetto nuovo viene sistemato in strutture di prima accoglienza, ovvero lo Studentato di via delle Costellazioni e, soprattutto, negli alberghi. E negli alberghi i costi, del mangiare e quant’altro, sono maggiori.
Insomma, fanno capire da Caleidos, i numeri precisi non ci sono ma è probabile che, se ci sono quelle presenze a Bologna, a Modena e provincia spetti l’accoglienza di altri migranti.
«Non c’è una vera e propria emergenza, è stressante la gestione di questa situazione- afferma Giorgio Dell’Amico della coop Caleidos - sono anni che esiste il problema migranti e allo stato attuale non esiste, proprio per la natura stessa del fenomeno, una programmazione per organizzare al meglio le distribuzioni sul territorio. È un dato di fatto, e i freddi numeri contano sino ad un certo punto, perché non ci sono quote rigorosamente fisse. Infatti capita che in un momento si abbiano dei numeri in più poi dei gruppi se ne vanno in fretta e il numero scende di nuovo. Per quel che ci riguarda dobbiamo sottolineare che facciamo fatica ad andare avanti perché praticamente siamo l’unico soggetto, non siamo un gruppo di cooperative che poteva distribuirsi i costi: siamo non pagati da aprile e maggio. Non solo noi a Modena, è così in parecchie realtà italiane. Lo Stato è indietro nei pagamenti . Noi abbiamo un centinaio di dipendenti: 60 operatori, docenti, mediatori e altro personale. Sul nostro territorio, allo stato attuale , ospitiamo come Caleidos 1015 richiedenti asilo, poi ci sono i 200 di cui si occupa L’Angolo».
«Siamo comunque pronti, anche se il nuovo bando è andato deserto- dice Dell’Amico - perché, pur nei tempi dovuti che non sono immediati, stiamo trovando appartamenti, alloggi per i nuovi arrivi. Li troviamo ora nei centri della montagna, dove abbiamo cercato e trovato nuove disponibilità ad ogni livello».
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