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Pavullo capitale del volo: ecco i 200 aerei “fai da te”

di Daniele Montanari
Pavullo capitale del volo: ecco i 200 aerei “fai da te”

All'eroporto “Paolucci” a Pavullo, in provincia di Modena, il raduno dei velivoli costruiti a mano da appassionati di tutta Italia C’è addirittura chi ha ristrutturato da solo un mezzo militare Usa risalente al ’51

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PAVULLO. Se la “prima” era stata segnata l’anno scorso dal maltempo, la “seconda” ha potuto contare su belle condizioni stabili che stanno regalando un evento da ricordare, oggi al gran finale. Pavullo decolla con la 44ª edizione del raduno nazionale dei Club di Aviazione Popolare (Cap), di nuovo ospitato all’aeroporto Paolucci.

Quasi 200 aerei hanno preso parte all’evento che omaggia la passione per il volo più pulsante, quella che porta alla fabbricazione artigiana di un velivolo, sotto la guida costante degli ispettori del Cap per poi sottoporsi all’esame dell’Enac. Ieri la giornata clou degli arrivi, che hanno fatto di Pavullo la capitale del volo popolare. «Io vengo da Sassuolo, sono presidente del locale Aero Club – ha spiegato Gianluca Vincenzi – e qui capito sempre. Ma è bellissimo vedere l’aeroporto così pieno».

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«Sono partito da Albairate, nel milanese – ha raccontato Alessandro Mainini – faccio il raduno da 40 anni. Bello Pavullo per tre motivi: perché è baricentrico, perché ha una pista lunga e ovviamente per il verde e i monti». «E poi – ha chiosato Stefano Ferretti di Montefano, nelle Marche – menzione particolare per l’accoglienza che c’è sempre: i ragazzi sono impagabili, non solo nei grandi eventi ma tutto l’anno. È questa la carta in più che fa grande l’Aero Club di Pavullo».

Franco Actis ha portato da Torino un pezzo di storia: «Un North American T6 del 1951 – ha precisato – addestratore militare per l’aeronautica Usa e quella di mezzo mondo. L’ho comprato nel 1991 che era un ferro vecchio: l’ho rifatto tutto in 10mila ore di lavoro». «Io ho cominciato con i modellini da piccolo – ha ricordato il bresciano Daniele Bressanelli – e pian piano mi son sempre allargato fino a fare un aereo vero».

Proprio questo è l’auspicio che ha dato vita venerdì a un workshop che ha permesso ai ragazzi delle medie di realizzare il loro modellino veleggiatore per poi librarlo nell’aria dalla collina dell’aeroporto. «La passione nasce anche così – ha sottolineato Roberto Gianaroli, presidente dell’Aero Club Pavullo – e si nutre con la visione di questi aerei di grande estetica. È un ottimo raduno, che ha avuto benefici anche sul circondario riempendo le strutture alberghiere».

«Già l’anno scorso eravamo stati colpiti in positivo, stavolta il risultato è delizioso – ha commentato Giovanni Chiappa del Cap – Pavullo ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento costante per il Cap». Non è mancato Stefano Ghiorzo, campione del mondo di volo a vela tra i veicoli di 15 metri (2010) e di 13,5 (2015), e attuale vice nei 20 metri: «Nel 2015 c’era qualche timore a organizzare un raduno così qui – ha ricordato – e invece è andata bene e questìanno ancora meglio. Non resta che rivederci il prossimo».

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