Gazzetta di Modena

Modena

«Basta col mito della crisi I negozi abbiano coraggio»

di Valeria Cammarota
«Basta col mito della crisi I negozi abbiano coraggio»

Tommaso Leone di Confcommercio: «Il benessere di dieci anni fa non ci sarà più I giovani sono disposti a sperimentare, ma l’assetto della città deve adeguarsi»

3 MINUTI DI LETTURA





«Il mercato non perdona: bisogna avere le idee ben chiare. Il panorama dei consumi non è ottimale: la disponibilità di reddito delle famiglie rimane ridotta».

È questa la sintesi di Tommaso Leone, presidente di Confcommercio per Carpi.

L’associazione non ravvisa cambiamenti di rilievo rispetto agli ultimi anni. A Carpi, nonostante le tante chiusure c’è ancora, voglia di provare a mettersi in gioco.

«Riceviamo richieste soprattutto da parte di giovani che hanno difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro e che, dunque, provano a realizzare qualcosa in proprio. Le opportunità ci sono ma occorre, come è sempre stato, avere voglia di sperimentare».

L’idea di crisi, che tutt’oggi avvelena l’animo di tanti, è sorpassata, a parere di Leone: «Ne parliamo da quasi dieci anni – spiega – il che è inutile. L’economia è cambiata: chi ha vissuto l’impresa dieci, venti, quarant’anni fa, può avere difficoltà ad adeguarsi a un nuovo modo di lavorare, chi parte ora non ha vissuto gli anni d’oro e capisce che quello atuale è lo scenario in cui ormai si deve muovere. Per questo dico che c’è spazio per i giovani: molti di essi si confrontano con nuovi modelli di vendita, per cui qualsiasi bene è reperibile ovunque nel mondo. Bisogna essere pronti ad approcciarsi a un commercio totalmente diverso. Il concorrente non è più il vicino di negozio, ma il mondo intero, quindi occorre ritagliarsi la propria fetta di mercato, anche attraverso vetrine virtuali. Stare fermi è sbagliato».

Gli affitti rimangono uno dei gangli che affliggono i piccoli imprenditori: «La situazione è ancora abbastanza sostenuta, soprattutto in corso Alberto Pio, mentre si sta leggermente moderando in Piazza dei Martiri. Abbiamo guardato favorevolmente al bando del Comune che promuove il rilancio delle attività del centro, anche se siamo stati poco coinvolti nella sua strutturazione: l’incentivo per singolo intervento, a nostro avviso, è un po’ ridotto per essere appetibile. Credo però che l’Amministrazione vorrà valutare correttivi in itinere e siamo contenti sia stato emanato».

Nella zona periferica gli affitti sono invece calati e il commercio si sta dunque concentrando su altri assi – via Pezzana, via Manzoni, via Roosevelt – anche grazie a una buona pedonabilità e a un approccio diverso al consumo. Purtroppo, altre zone si stanno desertificando. La piazza è molto dispersiva.

«Vi si potrebbero fare alcuni interventi - continua il presidente - la presenza massiccia di vetrine di banche al pian terreno, ad esempio, è inutile e porta ad avere tratti importanti privi di offerte commerciali. Diversamente, riacquisterebbe l’attrattiva di un tempo. Bisognerebbe inoltre intervenire in modo strutturale su di essa, in modo da farvi confluire le persone utilizzando corso Fanti e Cabassi: un ambiente così vasto non può avere come unico scopo quello di accogliere il mercato due volte la settimana. Certo, non è semplicissimo».

Come non lo è l’accesso al credito.

«Molte pratiche sono state bocciate per le scarse garanzie – afferma - anche questo approccio dovrà cambiare, perseguendo logiche non strettamente bancarie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google