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Con la Dama vivente un salto nel passato fatto di sfarzi e magie

di Eleonora Degoli
Con la Dama vivente un salto nel passato fatto di sfarzi e magie

La rievocazione storica ha attirato migliaia di visitatori Sbandieratori, fuoco, danze e la partita per Torquato Tasso

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CASTELVETRO. Sulla scacchiera di Piazza della Dama si è rinnovata la magia del Rinascimento. Sfilate con sfarzosi abiti di broccato, velluti e ricami, spettacoli di bandiere, fuochi, danze e musica: questi gli ingredienti della suggestione che ogni due anni viene proposta dall’associazione Dama Vivente.

Le due serate hanno visto gli spalti gremiti di spettatori venuti ad assistere alla rievocazione storica dell’ormai famosa festa avvenuta nel 1564. I padroni di casa, i marchesi Rangoni di Castelvetro, in occasione dell’ospitalità fornita al celebre poeta Torquato Tasso, organizzarono in suo onore una partita al gioco della dama vivente, partita che dal 1966 viene rievocata a cadenza biennale.

Circa 120 figuranti splendidamente vestiti, rappresentanti la corte dei Rangoni e degli ospiti (i Montecuccoli del Frignano e i Contrari di Vignola), hanno sfilato intorno al quadrato della scacchiera di Piazza della Dama e si sono sistemati sugli spalti davanti al castello per assistere, insieme al pubblico, agli spettacoli. Il primo è stata la marcia degli armigeri, seguita dall’arrivo a cavallo del poeta Torquato Tasso. L’attesa partita a dama ha visto sfidarsi due squadre di bambini, vestiti di bianco e di nero per rappresentare le pedine. Non senza qualche difficoltà tecnica, risolta tra applausi e risate grazie al giullare di corte, sabato hanno vinto le pedine bianche degli ospiti Montecuccoli, che hanno poi bissato anche ieri. Immancabile è stato poi lo spettacolo degli sbandieratori, a cui è seguita l’esibizione di Draco, nome d’arte dell'acrobata del fuoco Michele Gordini.

Le esibizioni successive sono state un’esclusiva di quest’anno. Lo Studio Festi by Mymoon, celebre per avere organizzato l’apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, ha portato a Castelvetro una rivisitazione dello spettacolo “Festa del Paradiso”, organizzato da Leonardo da Vinci in occasione delle nozze di Gian Galeazzo Maria Sforza e Isabella d’Aragona nel 1490. Ballerini e attori hanno danzato a ritmo di musica e recitato monologhi tra giochi di luci e di ombre, riproposte sul grande schermo. Suggestive costruzioni sferiche hanno fatto da sfondo a danzatrici vestite di veli puntellati di luci simili a stelle, con il fine di rievocare la vocazione scientifica di quella “età di cambiamenti e rivoluzioni”, come ha narrato la voce fuori campo, età che ha visto “l’uomo intento a interpretare il proprio destino”. A rappresentare il narratore, in assenza di Simone Maretti, sabato è stato il cantante Heron Borelli, già interprete del famoso spettacolo Notre Dame de Paris, che ha eseguito un brano come chiusura dell’evento.

Il fascino del Rinascimento rievocato a Castelvetro ha anche quest’anno riempito gli spalti con spettatori di ogni età, con tanto di presenze d’eccezione: un posto tra il pubblico è stato infatti riservato al celebre scrittore di Piumazzo Valerio Massimo Manfredi.

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