La Costituzione scalda gli animi
Confronto in piazza. Muzzarelli: «Riforma attesa». Cgil: «Troppa centralizzazione»
Come si passa dalla Carta alla realtà? Una domanda non facile, esaminata ieri sera in piazza Grande da sindacalisti e politici. Il tema alle Giornate nazionali della Cgil riguardava un passaggio “dalla Carta alle riforme istituzionali”.
«La modifica costituzionale produce un’eccessiva centralizzazione», ha criticato Danilo Barbi, componente della segreteria nazionale della Confederazione.
«Voto sì sereno e convinto - ha replicato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - anche se non demonizzo i no. La nostra maggioranza è articolata e si sta confrontando nel merito in modo puntuale. Il testo si poteva scrivere meglio, ma è una riforma attesa da decenni».
«C’è stato un voto unanime del nostro gruppo dirigente - ha replicato Mauro Puglia, segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil - ma abbiamo deciso di non entrare nei comitati elettorali».
«Il superamento del potere normativo conflittuale - ha replicato Emma Petitti, assessore regionale al Bilancio - andava affrontato una volta per tutte. Abbiamo la possibilità in più di premiare le Regioni virtuose».
L’assessore e il sindaco si sono confrontati sull’Area Vasta. «La Regione si dovrà fare carico della fase transitoria - ha detto Petitti - abbiamo aumentato le risorse». Muzzarelli, da «liquidatore della Provincia», ha auspicato un cambiamento reale e un’unione con Ferrara.
S’è parlato anche di ricostruzione post sisma. «I 12 milioni di euro sbloccati dalla Giunta possono essere la svolta», ha assicurato Petitti. «Non stiamo sostanzialmente utilizzando come Comune gli appalti al massimo ribasso - ha spiegato Muzzarelli - ma bisogna star attenti a far passare il messaggio che in essi arrivano le cooperative spurie o non sono regolari».
Una risposta alle critiche di Vincenzo Colla. «Non conta più il sindaco - ha detto il segretario regionale Cgil in merito alla rinuncia alla clausola sociale per appalti pubblici fino al milione - ma devi dare l’appalto e te ne accorgi dopo che è un farabutto».
Gabriele Farina
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