Marco Campagnoli, Il dj che ama la fotografia
Campagnoli, un tempo re della consolle ora in cerca dell’emozione nello scatto
CASTELNUOVO. Dal baccano della pista da ballo in discoteca al silenzio della fotografia, due tipi di adrenalina completamente diversi. Incontriamo Marco Campagnoli - 57 anni, noto dj modenese e conduttore radiofonico, oggi appassionato fotografo - al Bar Centrale di Castelnuovo dove parla di sincerità e sentimento quando descrive il suo rapporto con la fotografia, il primo grande amore a cui è tornato dopo quaranta anni passati in giro per l'Italia e non solo a fare ballare migliaia di persone in alcuni dei più noti locali, da Riccione a Milano.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14090170:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/marco-campagnoli-il-dj-che-ama-la-fotografia/63804/64278]]
«Ero un animatore dei giorni nostri». Sorride, raccontandoci che il primo disco che ha acquistato nella sua vita era un lento dei Pooh “Tanta voglia di lei”, comprato da Messori, il mitico negozio di Modena a 1500 lire.
Ricorda: «Fin da bambino, ho coltivato il gusto per la musica e la creatività. Ai tempi, si lavorava con passione e ognuno dava il suo massimo per fare divertire la gente. Da Palermo a Trento ho lavorato in tutta Italia e nel 2000 ho smesso di fare il disc jockey e ho ripreso in mano la macchina fotografica».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14090168:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/09/12/fotogalleria/le-foto-di-marco-campagnoli-il-dj-che-ama-la-fotografia-1.14090168]]
La ricerca di solitudine e della gratificazione personale, il bisogno di stare da solo in un angolo fuori dal tempo, in attesa della luce giusta per fermare il proprio momento: darsi all'attimo che la fotografia ti dà, è questo ciò che conta per Marco, attualmente impegnato in un progetto fotografico sui volti.
«Dal fare ballare migliaia di persone a essere da solo, in mezzo a una valle, fermo a guardare un albero fino a quando la luce non arriva dandoti un'emozione che magari è solo tua».
«Per me - spiega ancora Campagnoli - è stato un processo veloce, nel senso che l'ho ricercato, e allo stesso tempo lento, perché ci sto ancora lavorando ma credo che l'essere proprietari di quel decimo di secondo in cui tu decidi di scattare sia la cosa più gratificante del mondo».
Marco è stato uno dei re delle consolle nelle discoteche modenesi e non solo. Anche nelle cosiddette “cattedrali della disco”: al Marabù di Reggio è stato infaticabile deejay e ancora oggi ha numerosi amici e fan di quei giorni.
Marco parla di adrenalina falsata, predisposta, con riferimento all'attività di disc jockey mentre «la fotografia non te la chiede, arriva da sola, è uno scambio di anima. In me - prosegue - nel tempo è prevalso quello che ero prima, in origine, la mia propensione alla solitudine».
Ecco il suo atteggiamento oggi: «Cerco di prendere quello che non ho mai avuto ovvero l'attimo di pausa, che quando facevo il dj non c'era perché dovevo essere sempre in mezzo alla gente».
Da «modenese pieno», come si descrive lui, Campagnoli si definisce un fotografo provinciale, che ama tutto quello che riguarda la sua provincia, compreso l'odore della nebbia di cui sente la mancanza tutte le volte che si allontana da casa. La sua fotografia, soprattutto quella dei paesaggi, è fortemente evocativa e spesso emotiva. Parla sempre di Modena, della sua terra e delle sue radici.
E non è un caso, come racconta: «Conosco ogni angolo dell'Appennino modenese dove appena posso torno a fare fotografie, così come a Modena, che come tutte le città non è mai uguale al giorno prima, ed è una scoperta continua. Sono contento di omaggiare il mio territorio tutte le volte che posso e mi rende orgoglioso essere stato scelto come fotografo ufficiale di un progetto dell'amica Barbara Philippart con la collaborazione di Eugenia Bergamaschi che mi vedrà girare per l'Italia lungo un cammino itinerante sul vino di Modena, il Lambrusco - conclude Marco, ricordando che il suo maestro di fotografia è il modenese Gianni Volpi - La foto deve essere vissuta, è come un disco bello che porta tutti in pista a ballare».
GUARDA LA FOTOGALLERY
E IL VIDEO
WWW.GAZZETTADIMODENA.IT
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
