Attentato all’alba al circolo Pd: fatte esplodere due bombole
Un boato, seguito da un secondo scoppio, ha svegliato alle 5 il quartiere. Colpita la sede del partito: collocati tre contenitori di gas sul portone. La deflagrazione e le fiamme hanno bruciato l’ingresso
Non poteva causare feriti, ma è stato un attentato in piena regola. Il primo a Modena da oltre 30 anni. Lo ha compiuto qualcuno che ha una certa pratica con gli esplosivi, uno «con mani esperte», come spiegano gli investigatori. Ma è un attentatore distratto che ha usato un metodo fai-da-te pericoloso: ha anche gettato alcol sulle fiamme rischiando di restare ustionato e non si è neppure accorto che le telecamere di sorveglianza esterne, accanto alla polisportiva, probabilmente lo hanno ripreso. Quanto alla rivendicazione, ha un carattere così contraddittorio che, se presa seriamente, è da considerare un delirio insensato, mentre ha probabilmente altre letture ancora non chiare.
Questo è il quadro delle indagini avviato ieri mattina dalla Digos di Modena e dal pm Marco Niccolini intorno alla doppia esplosione che ha svegliato l’intero quartiere della Madonnina. Un fatto grave. L’obiettivo era la sede del circolo Pd Madonnina Quattroville accanto alla polisportiva della zona, in via Fiorenzi. Sul retro qualcuno ha posizionato tre identiche bombolette da campeggio contro la saracinesca del portone che dà sul cortile, ha cosparso lo zerbino di combustibile e ha dato fuoco con i fiammiferi. Ha lasciato un cartello in cartone con una scritta composta da due frasi: «Civati... Fai il botto!» e «Pd servi dei padroni». Frasi scritte con una grafica simile a quella usata da molti ultras.
«Ero a letto - ricorda Patrizia, la barista della polisportiva Madonnina - e ho sentito la prima esplosione seguita da un’altra più piccola. Io e mio marito ci siamo spaventati. Dal balcone non si vedeva e sentiva niente. Mio marito è sceso coi cani e ha visto il portone in fiamme e altri vicini che stavano accorrendo».
Erano le 5.10, faceva buio. Quel boato seguito da un botto minore è stato sentito da tutto il vicinato. In via Uccelliera, dove abitano tanti dei 250 iscritti al circolo, si sono accese tutte insieme le luci nelle case. Racconta Alberto Cirelli, viceresponsabile del circolo Pd preso di mira, residente nei paraggi: «Si è sentito un gran botto seguito da quello minore. Questione di pochi secondi. Poi siamo venuti qui. Intanto, una residente che abita qua dietro aveva già avvisato i vigili del fuoco». Pochi minuti dopo i pompieri hanno trovato il portone del retro bruciato, un piccolo incendio si era intanto soffocato da solo. Avvisata la questura, è arrivata una pattuglia della Squadra volante della polizia di stato e poco dopo anche una della municipale. L’arrivo della Scientifica della polizia e della Digos ha segnato l’avvio delle indagini.
Una delle bombole è esplosa in modo così potente da alzarsi in volo alcuni metri, facendo una parabola tale da finire dentro un campo di calcetto circondato da una rete molto alta e nel prato accanto alla polisportiva. L’altra si è distrutta molto meno, mentre la terza è rimasta intatta. Il cartello è stato sequestrato per essere sottoposto ad analisi.
Intanto arrivavano alla spicciolata numerosi iscritti al circolo. Per tutti una identica reazione. Lo sconcerto e una spiegazione spesso simile.
Tino Vaccari del direttivo: «Non è mai accaduto un fatto del genere a Modena. È vero che noi del Pd abbiamo subito intimidazioni come le scritte a San Faustino e la bandiera bruciata e abbandonata in via Bonacini in agosto, ma un attentato no. Noi pensiamo che questo gesto sia una segnale per noi incomprensibile che ci arriva dopo gli scontri di Catania e a pochi giorni dalla visita del premier Matteo Renzi alla Festa del Pd di Ponte Alto, qui vicino, visita che sarà seguita da quella di Bersani e della Boschi. Ma Civati proprio non si capisce cosa c’entri».
Alcuni attivisti spiegano che la sede era comunque un facile bersaglio proprio perché sguarnita: in queste sere molto fanno volontariato allo stand della pizzeria a Ponte Alto, l’attentatore ha avuto campo libero e gioco facile. In effetti, attuare un attentato del genere non era così difficile: il prato del cortile dietro il circolo mostra chiari segni della presenza notturna di gente che si trova lì per farsi una canna o bere una birra. Anche chi ha fatto esplodere le bombole è entrato in quel cortile. Ha trovato i cancelli chiusi ed è probabilmente salito scavalcando da un punto facile sul muretto attaccato alla parete del circolo. Ha collocato le tre bombolette attaccate alla saracinesca della porta sul retro, ha inzuppato lo zerbino di benzina, aperto le bombolette per fare uscire il gas e infine ha dato fuoco. Poi stando dietro l’angolo avrebbe alimentato la fiamma gettando benzina sul fuoco. Per fare tutto questo ci vuole un mix di abilità e stupidità. Sicuramente bisogna saper attivare le bombole facendo in modo che esplodano provocando danni ingenti all’edificio (in realtà hanno distrutto la porta e annerito la parte adiacente ma solo perché una bombola su tre è esplosa). D’altra parte l’azione è stata compiuta in modo temerario e infantile.
L’indagine aperta ieri contro ignoti riguarda le ipotesi dei reati di minaccia aggravata e danneggiamenti a seguito di incendio. Il procuratore capo Lucia Musti ha sottolineato che emerge una situazione anomala soprattutto per quanto riguarda le dichiarazioni espresse sul cartello, una modalità insolita per un contenuto incomprensibile e politicamente contraddittorio.
«Si tratterà di fare indagini e capire il senso di questo gesto che comunque è grave. Ogni volta che si usano esplosivi o simili è sicuramente un fatto che ci fa vivere scenari che non vorremmo più vivere, fatti di intimidazioni e gesti che possono minare l’ambito della vita democratica».
«Abbiamo sequestrato i reperti e ora le indagini vanno in tutte le direzioni proprio per la stranezza del gesto a partire dall’obiettivo e dal luogo privilegiato oltre che dal cartello. Il fatto in sé è anomalo a Modena. Ci sono le telecamere esterne e vedremo se potremo trovare immagini utili per indagini a tutto campo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
