Civati: «Siamo sempre contro la violenza»
L’ex Pd citato dagli attentatori: «Solidarietà al partito e a Modena». Condanna unanime al gesto
«No alla violenza». Quale che sia il colore politico, la bandiera sindacale o la giacchetta imprenditoriale è unanime la condanna all’atto contro il Circolo Pd. «Sempre contro la violenza: solidarietà al Pd modenese», è la reazione di Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e fiondatore di “Possibile”, destinatario tra l’altro della battuta nela rivendicazione degli attentatori.
«Un gesto gravissimo oltre che vile», ha rimarcato Stefano Bonaccini. Il governatore dell’Emilia Romagna è chiaro: «non arretreremo di un millimetro». «La nostra democrazia ha gli anticorpi» - ha aggiunto Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa regionale». Per Stefano Caliandro, presidente del gruppo Pd in Regione, «colpire la sede di un partito politico, comunque la si pensi, significa impoverire i luoghi della discussione democratica in un Paese». I consiglieri regionali modenesi Giuseppe Boschini, Enrico Campedelli, Luca Sabattini e Luciana Serri identificano nel gesto «un chiaro sintomo di come il confronto politico stia oltrepassando il normale confronto democratico». «La nostra è una città abituata al dialogo e al confronto - ha rimarcato il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli - non certo a insulti, diffamazioni o addirittura attentati ai partiti». Tra essi Possibile, spin-off del Pd, alla cui guida c’è Giuseppe Civati. «Il dibattito tra chi la pensa diversamente deve svolgersi in modo trasparente e alla luce del sole», hanno sottolineato i rappresentanti geminiani Davide Ferraresi e Maria Laura Marescalchi. Francesca Maletti ha posto una riflessione critica. «Penso il Consiglio comunale debba esercitare un sempre maggior impegno nell’ascolto e nel confronto con il territorio», ha suggerito in qualità di presidente dell’organismo politico. «No alla violenza come strumento di lotta politica», ha twittato l’europarlamentare modenese Cécile Kyenge. «Si può esprimere il proprio dissenso a un partito in modo pacifico», ha concordato Michele Dell’Orco, deputato modenese del Movimento 5 Stelle. Diversi i post di parlamentari Pd anche non modenesi. «La situazione è difficile e la politica sembra essere artefice di tutti i mali - ha risposto Valentina Mazzacurati, coordinatrice di Forza Italia Giovani - ma non è certo così che si risolvono i problemi». «Il dissenso politico deve seguire la strada del confronto e dello scontro di idee e posizioni - hanno aggiunto dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista - e mai di quello fisico». «La violenza e l’intimidazione non possono mai sostituire il confronto democratico e il dialogo», hanno aggiunto Mariella Lioia e Luca De Pietri in rappresentanza di Sel Modena. «Fatti così sono sempre da condannare», hanno garantito da Forza Nuova Modena. Passiamo così ai sindacati. «Il confronto dialettico anche aspro, ma sempre nel rispetto dei fondamenti della convivenza civile - ha esordito Tania Scacchetti, segretario generale della Cgil di Modena - non può che essere la base per rivendicare risposte al disagio sociale e alla crisi». «Queste azioni nulla hanno a che fare con lo spirito e le modalità democratici e civili - ha aggiunto Luigi Tollari, segretario generale della Uil di Modena e Reggio - in cui questa nostra comunità ha da sempre cercato di mantenere alto il profilo di confronto fra opinioni divergenti». «Occorre che la società civile, con il sindacato in prima fila, moltiplichi gli sforzi», hanno reso noto dalla segreteria Cisl Emilia Centrale Solidale anche il sindacato Siulp di Polizia . Per Confesercenti episodi del genere «mirano a estremizzare il confronto politico e minare le basi della democrazia». (g.f.)
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