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«Frasi incoerenti: collocazione difficile»

«Frasi incoerenti: collocazione difficile»

Il questore e la strampalata rivendicazione: «Autori estremisti, ma è presto per dire di quale area»

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Un cartello di cartone è già un modo bizzarro per rivendicare un attentato. Finora si erano usati volantini, scritte sui muri con lo spray o telefonate. La serie di caratteri stereotipati con una grafica particolare - simile a quella usata dagli ultras di calcio - è un altro elemento aumenta le perplessità. Il testo poi è composto da due frasi che cozzano, frasi che non hanno senso neanche se lette ironicamente: «Civati... Fai il botto!» e «Pd servi dei padroni». Perché sfottere Civati? Il dissidente del Pd che se ne è andato per fondare un movimento più a sinistra del Pd non è certo un estremista che apprezza i bombaroli. E il Pd con Civati non ha più niente a che spartire. Cosa pensare insomma di questa rivendicazione che il procuratore Musti ha definito più volte «anomala»? Il questore Paolo Fassari ha spiegato che è presto per etichettare né dare una collocazione politica precisa di fronte a tanti elementi contradditori. «Sicuramente si tratta di qualche elemento che rifiuta la politica in modo totale», ha detto. Destra, sinistra o un “cane sciolto”? Impossibile tirare le somme. «Al di là di quello che saranno le valutazioni investigative della Digos, una lettura di questo fatto e delle parole scritte sul cartello, a mio parere mostra un’incoerenza ideologica. Onestamente prendersela con un partito e prendersela con un deputato che ne è uscito per abbracciare battaglie di sinistra porta a ritenere che chi ha fatto l’azione è uno che appartiene a un’area per principio contro tutto e contro ogni partito politico. Le frasi pongono in contrapposizione le idee di Civati e del Pd. Chi le ha scritte si muove nell’area di qualche movimento, forse qui nel modenese, che rifiuta le ideologie a 360 gradi». «Finora gli episodi si erano limitati ad atti dimostrativi. Allo stato attuale non abbiamo motivo di cambiare idea: le manifestazioni finora fatte in città sono state pacifiche e quindi non ci sono elementi che possiamo ritenere preoccupanti. È chiaro che ci stiamo muovendo per monitorare alcune aree politiche. Ma la tipologia di questo personaggio ha atteggiamenti che vogliono essere dimostrativi della sua presenza. Essere antagonisti di qualcuno significa mettersi contro». Insomma l’attentatore è uno che vuol far sapere che esiste ma lo fa in modo goffo e incomprensibile. Su un punto però Fassari è stato chiaro: proprio per la sua incapacità di esprimersi in modo chiaro, non ci sono elementi per dare una collocazione politica all’estremista che ha scritto il cartello e a chi ha collocato e fatto esplodere gli ordigni al Pd della Madonnina. Sicuramente aiuteranno le analisi sul cartello per capire la grafia - particolare e strampalata e allo stesso tempo rigida, disegnata quasi con un normografo - se è riconducibile ad altre scritte politiche su muri o volantini. Quanto all’attacco Civati, anche se letto come una battuta sarcastica, finora non ha un senso comprensibile.

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