A Finale il compostaggio si amplia. Discarica, stop e più tasse
Finale. Aimag chiede di allargare l’impianto di biogas che invade di tanfo l’aria Il progetto Feronia si arena in Consiglio ma Borgatti avverte: «Ci sarà da pagare»
FINALE. Ci sono tre progetti che pendono in Regione e saranno sottoposti alle valutazioni di impatto ambientale: oltre all’impianto di recupero della plastica, proposto da Eco.Geri al polo industriale e alla richiesta di ampliamento della discarica di via Comunale Rovere, da qualche giorno è stata depositata anche la domanda di Aimag per ingrandire l’impianto di compostaggio di via Ceresa. Il tutto mentre Ecobloks ha riacceso il camino, bruciato ad agosto e che tanto aveva fatto discutere mentre delle centraline per il monitoraggio dell’aria ancora non vi è traccia con il Comune in attesa di una risposta di Enel Green Power. Un quadro a tinte fosche per Finale, da anni diventato nell’immaginario collettivo il “polo pattumiera”, termine coniato dalle forze ambientaliste che fecero squadra contro le strategie delle amministrazioni di centrosinistra.
Andando in ordine temportale la prima fermata va fatta in via Ceresa in quell’impianto, gestito da Aimag, che tanto fa infuriare i massesi per i miasmi talvolta insopportabili che caratterizzano le estate finalesi. La multiutility prevede l’installazione “di una sezione di digestione anaerobica, finalizzata alla produzione di biometano, da collocare in testa all’impianto esistente di compostaggio. La sezione di produzione del biometano sarà alimentata dal biogas ottenuto dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani provenienti dalla raccolta differenziata”. Si passerà dalle 40mila alle 50mila tonnellate annue di rifiuti lavorati, con un incremento di almeno quattro camion al giorno in transito e la costruzione di nuovi stabili per le operazioni di accoglimento e maturazione del pattume. I tempi previsti per il cantiere sono stati quantificati in circa 300 giorni, ossia si andrà a regime la prossima estate. La Via giace in Regione e sono aperti i tempi per produrre eventuali osservazioni.
È invece stata bloccata la Valutazione di impatto ambientale sulla discarica di via Comunale Rovere, che così slitta di qualche mese. Lo ha comunicato l’altra sera l’assessore all’Ambiente, Gianluca Borgatti, nel presentare un ordine del giorno (poi ritirato con l’obiettivo di integrarlo con alcuni emendamenti presentati da Sinistra Civica e 5 Stelle) contro l’ampliamento. Va infatti ricordato che senza un parere positivo del Comune non sarà possibile fare una variante urbanistica e i terreni già bloccati da Feronia (a costi di quattro volte superiori al prezzo di mercato) resteranno ad uso agricolo e quindi non ci potrà essere espansione dell’impianto. Ma Borgatti ha messo tutti in allerta. «Noi siamo contro il progetto, lo abbiamo sempre sostenuto e siamo pronti a mantenere la parola. Crediamo che i cittadini che ci hanno votato la abbiano fatto anche per i temi ambientali e ci sentiamo investiti di questo compito. Bocceremo la discarica, ma i finalesi devono sapere che rinunceremo a molti soldi e, anzi, se ne dovranno spendere per mettere in sicurezza quella vecchia. Non lo farà il Comune perché non ci sono i soldi, ma spetterà all’Agenzia della Regione che poi si rivarrà sulle bollette dei rifiuti. Si parla di un aumento del 10% sulla Tari, da spalmare tra tutti coloro che hanno conferito in discarica negli ultimi anni...». (fd)
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