Nonantola, il “piano” di don Gilli dopo la Magnalonga di Rubbiara
Ben 450 partecipanti alla Magnalonga organizzata da don Gilli che racconta il suo progetto per Rubbiara
NONANTOLA. È dal 2004 che don Gianni Gilli, 71 anni, sacerdote e co-parroco di Baggiovara, lavora alle statue a grandezza naturale che stanno a cielo aperto nel vasto terreno di Rubbiara dove ogni anno c’è “Magnalonga”, l’evento enogastronomico che si è tenuto domenica.
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Don Gilli racconta come è andata l’edizione 2016 e anticipa il progetto finale di quella che potrà essere un’area sosta con sessanta posti per campeggiatori e turisti: «Ho fatto dotare il terreno di sistemi che garantiscono luce e acqua. Ci sono due container per docce e bagni. Scelta voluta. Rubbiara è sul percorso di quella Via Romea Nonantolana che ha saputo ritagliarsi uno spazio qualificato nell’antica usanza del “Cammino” dei pellegrini. Ma l’opzione accampamento con tenda verrà data soprattutto a chi cerca luoghi per ritiri spirituali prenotando al mio cellulare 348 7916019. Una nostra catechista sarà nel gruppo ed io non mancherò, se possibile, per illustrare le scene evangeliche che ho scolpito in questo parco tematico».
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In quel “se possibile” c’è un segmento della vita di Don Gilli. La Sclerosi Laterale Amiotrofica. Alla quale lui muove un appunto disarmante: «Io non sono cambiato, io non sono la Sla. Da quando, nel 2010, la malattia è sorta, la considero un acciacco e a questa stregua la tratto. Sono quello che sono per i valori, per la mia formazione, per il mio credo, per le persone che amo».
La Magnalonga ha visto presenziare il sindaco di Nonantola Federica Nannetti.
L’accoglienza agli ospiti è avvenuta con musiche Anni Cinquanta. L’incasso si aggira intorno i dodicimila euro, parte dei quali andrà alle popolazioni terremotate. I partecipanti sono stati 450, i volontari 150. Un gruppo di giovani del Sert di Modena ha allestito una rappresentazione teatrale. Croce Blu, Associazione Carabinieri e Protezione Civile hanno presidiato il percorso di 8 chilometri. Cantine e Fattorie Giacobazzi, Azienda Agricola Caretti, Azienda Vecchi, Monte Cimone e Antica Fo-Ma sono stati gli sponsor.
Infine, la destinazione dell’incasso: «Alcune delle statue sono ancora in terracotta dunque sono fortemente esposte alle intemperie. Il mio progetto è di realizzarle tutte in bronzo. Per nove di esse è già stato fatto».
Patrizia Cantusci
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